• Revoca e scioglimento per mutuo consenso della donazione e tassazione

    revoca della donazione

    Di regola le donazioni non possono essere revocate proprio perché non è moralmente corretto pretendere la restituzione di ciò che si è donato: un regalo fatto non va restituito.

    Ci sono tuttavia dei casi particolari in cui la donazione può essere revocata e cioè:

    1. Per ingratitudine del donatario;
    2. Per sopravvenienza di figli del donante.

    La revoca per ingratitudine può essere richiesta quando il donatario ha tenuto un comportamento grave e scorretto nei confronti del donante ossia:

    • ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il donante, il coniuge, un discendente o un ascendente di questo; ovvero ha commesso contro di loro un fatto al quale si applicano le disposizioni sull’omicidio, oppure li ha denunciati infondatamente o ha testimoniato falsamente contro di loro per un reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore a tre anni.
    • ha commesso ingiuria grave verso il donante;
    • ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio del donante;
    • ha rifiutato indebitamente di versare gli alimenti al donante nonostante vi fosse tenuto per legge.

    La revoca per sopravvenienza di figli può essere richiesta quando il donante, al momento della donazione non aveva figli o discendenti o ignorava di averne.

    L’esempio di scuola è quello di un uomo che dona la propria casa alla moglie e che, successivamente separatosi da questa, ha un figlio con un’altra donna. In tal caso può chiedere la revoca della donazione alla prima moglie per poter garantire al proprio figlio una parte del suo patrimonio.

    Per poter revocare un donazione è necessaria una pronuncia giudiziale, di certo non può essere fatta unilateralmente e/o rimessa al libero arbitrio del donante.

    La revoca per accordo delle parti

    Diversa dalla revoca della donazione per previsione di legge è la risoluzione o scioglimento del contratto per mutuo consenso che, invece, è un contratto bilaterale che si fa davanti ad un notaio. Naturalmente devono essere presenti sia il donante che il donatario ossia le stesse parti che erano presenti davanti al notaio quando fu fatta la donazione.

    La risoluzione della donazione per mutuo dissenso (o retrocessione, o revoca) comporta la restituzione dell’immobile al donante e pertanto viene spesso utilizzata per eliminare all’origine i problemi legati alla circolazione degli immobili con provenienza donativa.  Problemi che sono stati messi in risalto dallo scrivente in questa sede e per i quali più volte ho sconsigliato la donazione.

    Quanto alla tassazione, l’Agenzia delle Entrate, con Risoluzione n. 20/E del 14 febbraio 2014, ha confermato che l’atto di risoluzione per mutuo consenso non integra un nuovo trasferimento, ma anzi elimina semplicemente gli effetti di un precedente contratto e, pertanto, se non prevede alcun corrispettivo, è soggetto alle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa, pari ad euro 200,00 ciascuna.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Revoca e scioglimento per mutuo consenso della donazione e tassazione ultima modifica: 2018-04-20T11:28:52+02:00 da notaio



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    24 Commenti su “Revoca e scioglimento per mutuo consenso della donazione e tassazione

    • FrancescoT ha detto:

      Buonasera,
      ho una casa intestata a mio nome per donazione indiretta da parte dei miei genitori, ossia hanno pagato il mutuo e finalizzato l’acquisto con assegno intestato a loro nome.
      Come posso fare per “restituire” la casa ai miei genitori? Possiamo revocare la donazione in modo consensuale o è necessario un passaggio con atto d’acquisto da parte dei miei genitori?
      La ringrazio

      • notaio ha detto:

        Potete fare un atto di riconoscimento di debito e dazione in pagamento: lei si riconosce debitore nei confronti dei suoi genitori della somma X (ossia la somma effettivamente pagata dai suoi genitori) ed anzichè restituire la suddetta somma gli trasferisce l’immobile

    • Giuseppina ha detto:

      Gentile.mo Notaio vorrei acquistare un appartamento donato dai genitori all’unico figlio nel 2007 insieme ad un’altra appartamento.
      Nel 2014 è deceduta la madre.Il padre ed il figlio sono d’accordo per la risoluzione con mutuo consenso.E fattibile visto che la madre è deceduta? Altrimenti come si potrebbe fare? In attesa la ringrazio e le porgo cordiali saluti

    • Eri ha detto:

      Buongiorno vorrei acquistare un immobile ma in banca mi hanno rifiutato il mutuo perchè la casa è stata donata all’attuale proprietario.
      Adesso per evitare il problema mi hanno detto che il proprietario farà una revoca della donazione per permettermi di acquistare dal donante e di portare i nuovi documenti in banca.
      Secondo lei è una strada facilmente percorribile?
      Grazie e buona giornata

      • notaio ha detto:

        Certo. L’importante è che siano in vita tutti i partecipanti alla originaria donazione. Costa, ma già è un successo: molte banche non accettano neppure la revoca, sul presupposto che essa potrebbe essere considerata una contro-donazione che complica le cose.

    • Alessandro P ha detto:

      Buongiorno. Vorrei acquistare un immobile il cui diritto di usufrutto, acquisito a titolo oneroso, è stato successivamente donato dall’usufruttuario (in vita) al figlio nudo proprietario (nuda proprietà anch’essa acquisita a titolo oneroso). Ci sono rischi di azioni di restituzione e in caso affermativo in che modo è possibile tutelarsi posto che neanche le compagnie assicurative specializzate coprono la donazione dell’usufrutto?

      • notaio ha detto:

        L’usufrutto è destinato a estinguersi con la morte del suo titolare e non finisce in successione. Nel suo caso poi viene meno anche prima della morte del titolare per ricongiungimento con la nuda proprietà. Qualora vi fossero problemi nell’ottenimento di un finanziamento per l’acquisto dell’immobile, si potrebbe procedere con la risoluzione per mutuo consenso della donazione e vendita all’acquirente da parte del nudo e dell’usufruttuario insieme.

    • frappi ha detto:

      Buongiorno, mia madre 2 anni fa mi ha donato un immobile, dove attualmente ho la residenza, con atto notarile e relativa rinuncia da parte di mio padre. Ho deciso in accordo con mia madre di vendere casa per acquistarne una nuova. Abbiamo trovato gli acquirenti e risolto la donazione e io ho trovato la casa nuova da acquistare. Al momento del rogito della casa che sto acquistando posso usufruire dei benefici prima casa? Il notaio che ha eseguito la risoluzione della donazione ha detto che devo acquistare casa nuova entro un anno, per quale motivo ha parlato di questo lasso temporale?
      Grazie,
      Cordiali saluti

      • notaio ha detto:

        La legge stabilisce che se lei acquista un immobile con le agevolazioni prima casa e lo aliena prima del decorso di cinque anni, se non riacquista un nuovo immobile entro l’anno, decadrà dal beneficio e sarà chiamata a versare la minore imposta di registro versata, più le sanzioni pari al 30% e agli interessi.

    • carbone ha detto:

      Ho donato 12 anni fa un appartamento a mio figlio,come prima casa.
      Ora posso fare la risoluzione o scioglimento del contratto per mutuo consenso e quali sono i costi totali?
      Se invece si procede con la risoluzione della donazione per mutuo dissenso (o retrocessione, o revoca) cosa cambia ai fini dei costi?
      Infine se si procede con l’atto di riconoscimento di debito e dazione in pagamento i costi aumentano ed in che modo?
      Grazie infinite.
      B. Carmelo

      • notaio ha detto:

        La risoluzione della donazione per mutuo dissenso e quella per mutuo consenso sono la stessa cosa, anche se alle volte chiamate diversamente. Viene tassata allo stesso modo della donazione. Quanto al riconoscimento di debito e dazione in pagamento, bisognerebbe capire come è strutturato l’atto. Il solo riconoscimento di debito sconta una aliquota proporzionale dell’1% ma se unita alla dazione in pagamento potrebbe ritenersi il tutto tassabile seconda l’aliquota più onerosa, ovvero quella del 9%.

    • Francescoal ha detto:

      Gentile Notaio, vorrei conoscere gli effetti della retrocessione della donazione rispetto ai creditori. La retrocessione risolve la donazione con effetto ex tunc? Come si possono regolare i creditori del soggetto che ha ricevuto la donazione di un bene immobile successivamente risolta?

      Grazie in anticipo per la risposta.

      • notaio ha detto:

        A mio avviso lo scioglimento della donazione ha effetto ex tunc. Come ho scritto più volte. Vi sono però opinioni diverse che vedono nello scioglimento un’altra donazione, con tutti gli effetti che seguono, anche nei confronti dei creditori del donatario revocato.

        • a.a.a1983 ha detto:

          Buongiorno Notaio e complimenti per i suoi articoli. In merito a questo argomento, chi o cosa determina se si tratta di una controdonazione o di uno scioglimento con effetto ex tunc? Se questa fosse una libera interpretazione da parte di chi si trova a dover giudicare, questo sarebbe un metodo tutt altro che sicuro.

          Grazie per la sua eventuale risposta.

          • notaio ha detto:

            Caro Alfonso, nel nostro ordinamento giuridico il principio della libera determinazione del Giudice è un caposaldo essenziale. Non esiste norma, sia pur chiarissima, che non corra il rischio di essere interpretata – di fatto – all’opposto. Te lo dico non come notaio ma per la mia esperienza quindicennale come Magistrato. I rimedi sono solo i successivi gradi di giudizio.

      • gabriel ha detto:

        Buonasera esimio notaio,vorrei esporle che mio fratello e mio padre con contratto di mutuo dissenso hanno sciolto la donazione e mio fratello ha incassato la vendita di un bell’immobile.A mia tutela come legittimario vi è la possibilità di agire un giorno in riduzione?Oppure l’incasso della vendita è da considerarsi una nuova donazione?La mia paura che sia uscito sia il bene che il denaro dall’asse ereditario.

        • notaio ha detto:

          se l’immobile era di suo padre, l’ha avuto in restituzione con lo scioglimento, e lo ha venduto poi lui, il ricavato è di suo padre e la dazione di somme di suo danaro a terzi è una donazione di danaro che, se in misura non irrisoria, è soggetto all’atto notarile

    • adp1 ha detto:

      Buonasera notaio D’Ambrosio,
      vorrei porle un quesito riguardante il tema di questo suo interessante articolo.

      Sarei interessato all’acquisto di un immobile la cui metà della proprietà è stata donata da un coniuge all’altro, già proprietario della restante metà, poco più di 15 anni fa circa; per l’eventuale acquisto la strada da seguire sarebbe la risoluzione della donazione per mutuo consenso così che le due persone tornino ad essere co-proprietari in pari quota della proprietà.
      Leggendo dal documento ho capito che una volta proceduto con la risoluzione effettuando l’atto pubblico, l’immobile torna ad essere come se mai donato, per cui decadrebbero tutte le considerazioni sui 20 anni (in vita) o i 10 anni (in caso di donante deceduto) oppure qualche elemento rimarrebbe attivo? gli eventuali eredi non avrebbero nessun più diritto di riduzione o altre eventuali pretese? il dubbio maggiore è sulla questione dei 10 anni post decesso.
      Consiglia in caso di proteggersi comunque con una polizza assicurativa? o di inserire nella proposta di acquisto particolari indicazioni e/o specificazioni.

      Grazie in anticipo per il suo eventuale riscontro.

      • notaio ha detto:

        Se si procede con la risoluzione per mutuo dissenso, la donazione è come se non fosse mai stata fatta, quindi nessun problema sulla futura rivendita e non è necessario pensare ad ulteriori precauzioni in tal senso.

    • ematt ha detto:

      Buongiorno notaio D’Ambrosio
      Le illustro la mia situazione.
      La madre della mia ragazza ha donato a me e a lei una casa e quindi siamo proprietari al 50% ciascuno.
      Sto trovando difficoltà ad ottenere un mutuo per ristrutturazione. Pertanto avrei pensato di rinunciare al mio 50% e successivamente chiedere un mutuo per acquisire la metà della casa e ristrutturarla.
      Le chiedo:
      – è fattibile l’operazione?
      – è la strada giusta da fare?
      – ha costi elevati?
      – sarei più tutelato?

      Grazie anticipatamente

      • notaio ha detto:

        L’operazione troverà sempre l’opposizione della banca che non vuole una garanzia immobiliare gravata da donazione (quella a favore della sua ragazza). A meno che lei non offra in garanzia un altro immobile. Quanto al da farsi deve trattare con la banca: forse le chiederanno lo scioglimento della intera donazione

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