• L’azione di riduzione di donazione e testamento per ottenere la legittima

    testamento e riduzione della legittimaL’azione di riduzione consiste in una tutela giuridica che l’ordinamento riserva in favore di determinati soggetti, detti “legittimari” (coniuge, figli e ascendenti del defunto), che si traduce nel diritto riconosciuto a tali familiari di impugnare e rendere quindi inefficaci nei loro confronti le donazioni e le disposizioni testamentarie che ledano la quota che la legge garantisce agli stessi familiari (quota di legittima) e della quale non possono essere privati.

    Le difficoltà del notaio

    Il notaio quindi si trova spesso di fronte alla problematica di soddisfare le esigenze del cliente (donante o testatore) che gli esprime le sue volontà circa la sistemazione del suo patrimonio per quando avrà cessato di vivere, con quelle dei beneficiari delle disposizioni contenute in una donazione, e più in generale con quelle terzi che acquistino un immobile di provenienza donativa o testamentaria dal rischio di perdere l’immobile.

    In effetti se l’erede o il donatario ha ceduto a terzi l’immobile che aveva ricevuto in donazione o per testamento, il legittimario che abbia vittoriosamente esperito l’azione di riduzione può chiedere ai successivi proprietari la restituzione del bene (azione di restituzione).

    Ma l’intervento del notaio deve limitarsi a cercare di far riflettere il donante o il testatore, senza poter ingerirsi più di tanto perchè la donazione o il testamento in violazione di legittima sono strumenti validi ed efficaci, almeno fino a quando non viene esperita vittoriosamente l’azione di riduzione.  Tutt’al più il notaio può consigliare di inserire nella donazione una clausola che precisi come la donazione venga effettuata  in conto legittima (ovviamente), ma per l’eventuale supero sulla disponibile, in modo da salvaguardare il più possibile la volontà del donante

    Calcolare la lesione della legittima

    La prima cosa da fare è capire se una donazione o una disposizione testamentaria sia o non sia lesiva della quota di legittima poichè solo in caso affermativo è ammessa l’azione di riduzione. La quota di legittima può essere calcolata con esattezza solo al momento della morte del disponente, secondo il valore dei beni al momento della morte del de cuius, e le quote variano a seconda di quanti e quali sono gli eredi legittimari.

    Spesso capita che la lesione sussista anche se il testatore non l’ha voluta, semplicemente perchè i beni hanno cambiato valore tra il momento della disposizione donativa o testamentaria e il momento della morte del testatore.

    Supponiamo che Tizio muoia lasciando eredi il coniuge e due figli, Caio e Sempronio, e un patrimonio per un valore di 300 senza debiti. Supponiamo sempre che in vita Tizio aveva già donato in vita una casa ad al figlio Caio per un valore di 100 dichiarando espressamente che la donazione è fatta a titolo di disponibile. La massa ereditaria è data da 300+100=400.
    In questa ipotesi la legge

    • prevede che le quote di legittima sono le seguenti:1/4 al coniuge (quindi 100)
    • 1/2 ai due figli (quindi 200 ossia 100 ciascuno)

    Di conseguenza la quota disponibile è di 1/4 ossia 100.
    Nell’esempio sopra fatto le quote di legittima non sono state violate poichè il coniuge e l’altro figlio Sempromio possono tranquillamente soddisfarsi sul patrimonio lasciato dal defunto senza chiedere l’azione di riduzione nei confronti di Caio.

    Se quindi Tizio non ha lasciato testamento si aprirà la successione legittima e il suo patrimonio di 300 andrà così ripartito:

    • 100 al coniuge
    • 100 a Sempronio
    • 100 a Caio, il quale avrà avuto dal padre più degli altri, considerata la donazione che corrisponde alla quota disponibile.

    L’azione giudiziale di riduzione

    Così se l’erede ritiene di essere stato leso da un donazione o da una disposizione testamentaria potrà esperire in via giudiziale l’azione di riduzione per vedersi dichiarare l’inefficacia nei suoi confronti della disposizione lesiva e vedersi riconosciuto il suo diritto alla reintegra della sua quota di legittima.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    L’azione di riduzione di donazione e testamento per ottenere la legittima ultima modifica: 2016-08-02T22:11:33+00:00 da notaio



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    39 Commenti su “L’azione di riduzione di donazione e testamento per ottenere la legittima

    • Monica ha detto:

      Buongiorno,

      i miei suoceri hanno donato un appartamento al fratello di mio marito.
      Ora , siccome ho fatto notare che non sono stati proprio corretti..si sono incavolati e sua mamma dice che farà la revoca e venderà l’appartamento. (probabilmente a suo fratello visto che ci abita con la sua famiglia) Può farlo?

    • Giuseppe ha detto:

      Buon giorno, vorrei porle un quesito che ci tormenta, la cui risposta potrebbe interessare gli utenti di questo blog:
      Circa sei anni fa, i miei genitori, peraltro ancora in vita, decisero di voler donare una parte degl’immobili ai loro tre figli. Dopo varie discussioni tra fratelli e con non pochi problemi, sembrava che si era raggiunta un’intesa sulla distribuzione di tali beni.
      Il giorno che ci si doveva presentare dal notaio che aveva già approntato tutta la relativa documentazione, uno dei miei fratelli non si pesenta, volendo rimettere tutto in discussione.
      i Miei genitori che già avevano sopportato due volte tale condotta e lo slittamento della donazione, la terza volta si sono comunque presentati dal notaio, con gli altri due figli ed hanno effettuato la donazione per i due legittimatari e per il terzo figlio un atto testamentario presso lo stesso notaio, con la quale si assegnavano una parte dei beni, che il notaio durante l’iter aveva fatto periziare da apposito tecnico ( Geometra ), (perizia relativa a tutto l’asse ereditario), al fine di capirne l’effettivo valore del momento e poterne stabilire una equa divisione secondo i termini di legge.
      Rappresento che, oltre ai beni donati e testamentati, rimangono alla successione altri beni immobli.
      Negli atti di donazione ed immaggino anche nel testamento, il notaio ha scritto: convengono e stipulano quanto segue: donano, in conto legittima e per il di più sulla disponibile con dispensa dalla collazione ecc.
      Secondo quanto decritto, al momento della successione quali sono gli scenari che si potranno verificare, atteso che, i miei genitori a tutt’oggi pagano le tasse per i beni di cui al testamento, trattandosi di seconda e terza casa, preso peraltro atto che il figlio che ha rifiutato la donazione a tutt’oggi fruisce in via esclusiva di uno dei beni a lui testamentato e considerando che la supposta eventuale rivalsa non è tanto sul fatto di una eventuale iniquità economica rispetto ai beni donati ma quanto sul fatto che non accetta uno di beni perchè ne chiede un’altro, attualmente non donato, ma, che, di fatto, cambierebbero gli scenari rispetto a quanto conteggiato in sede notarile; è propabile che il terzo figlio non sappia del testamento a lui ascritto, nel caso come ci si può accertare se vi è stata una opposizione preventiva alla donazione?, vi è un termine di prescrizione secondo la quale non avendo presentato eventuale opposisizione preventiva non è più possibile presentare successivamente impugnazione per tali donazioni?; secondo quanto ascritto, una ventuale impugnazione cosa potrebbe comportare?.
      Mi scuso per la lungaggine del commento e la ringrazio per la Sua cortese disponibilità.

      • notaio ha detto:

        Si può stare tranquilli solo qualora siano passati 20 anni dalla donazione e non vi sia stata opposizione da parte degli eredi legittimari oppure in caso si premorienza del donante 10 anni dalla successione. Vedi http://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/perche-notai-sconsigliano-donazione/. La opposizione deve essere notificata.
        Altrimenti il testamento e le donazioni sono inutili, salvo la previsione sulla disponibile di cui mi ha detto.

        • STEFANIA59 ha detto:

          Salve notaio, le pongo un quesito tizia ha 2 figli caio vive fuori dalla città di tizia e sempronia abita accanto a tizia. I rapporti tra tizia e sempronia sono stati da sempre pessimi e quando tizia invecchia sempronia fa di tutto per farle scontare il passato e quindi L abbandona Caio fa di tutto X stare accanto alla mamma ma quando la malattia di tizia non è più gestibile da lontano neanche con le badanti caio decide di portarla nella sua città in una residenza X anziani ma dove potrà andarla a trovare tt i giorni. Sempronia sparisce si limita a chiamare di tanto in tanto alla struttura Tizia vorrebbe lasciare casa a caio con donazione o altro ma caio ha paura. CHé non si possa fare….
          Che consiglia notaio?

          • notaio ha detto:

            l’Atto di donazione può essere fatto ma Sempronia potrà impugnarlo per violazione della legittima. Valutate l’opportunità di fare una compravendita con obbligo di assistenza dove il pagamento non è dato da un corrispettivo in denaro ma dall’assistenza.

            • STEFANIA59 ha detto:

              Egregio, mi perdoni ma tizia ha una buona rendita pensionistica che le permette di pagarsi la struttura dove sta. Come può essere valutata L assistenza? Ovvero può bastare che caio si rechi ogni giorno alla struttura per far compagnia alla mamma oppure la accompagni dai vari dottori X visite analisi ecc… la porti nei giorni liberi a spasso o al mare… a fare shopping dal parrucchiere e via dicendo?? Grazie notaio

            • notaio ha detto:

              La disponibilità di danaro non esaurisce le necessità di una persona anziana. Il notaio formulerà esattamente nell’atto gli obblighi e gli impegni correlativi.

            • STEFANIA59 ha detto:

              Quindi ricapitolando può caio acquistare con L obbligo di assistenza anche la nuda proprietà? Ho omesso di dire che Caio ha già in terzo della nuda proprietà di tizia (sua madre)
              Grazie notaio e scusi .. ma lei è L unico che ci ha dato info (dettagliate) finora

            • notaio ha detto:

              Certo…. e perchè non si potrebbe vendere anche solo due terzi di n.p.? E l’obbligo di assistenza è solo un banale pagamento del prezzo.
              Grazie delle sue buone parole.

    • Faber ha detto:

      Egregio Notaio,
      Le sottopongo cortesemente un quesito e spero sia l’argomento corretto per inserirlo.
      Tizia incarica uno dei due figli di vendere l’unico immobile di proprietà e la somma viene incassata dal figlio procuratore e mai girata a Tizia.
      A seguito della morte di Tizia viene rinvenuto un testamento nel quale Tizia lascia la somma al figlio procuratore e nulla all’altra figlia.
      La figlia ha diritto di ottenere un terzo della somma donata all’altro figlio o la metà della stessa somma?
      All’apertura della successione non esistevano altri beni.
      Grazie per l’eventuale risposta.

      • notaio ha detto:

        Giudizialmente è una causa difficilissima. Come si può fare a provare che il procuratore non ha restituito la somma a Tizia, magari poco per volta o acquistando beni o servizi per suo conto? Comunque le donazioni di danaro si presumono sulla legittima e per il supero sulla disponibile. Occorre che la figlia provi altresì di essere stata lesa nella sua legittima.

    • Emanuele Rotondo ha detto:

      Buonasera Notaio, volevo chiederle un’informazione concernente l’articolo 558 del Codice Civile che tratta del modo di ridurre le disposizioni testamentarie, il primo comma di tale disposizione recita:” La riduzione delle disposizioni testamentarie avviene proporzionalmente, senza distinguere tra eredi e legatari.” la mia domanda è: cosa intende il legislatore per “proporzionalmente”? che significato bisogna dare a questo avverbio? Grazie mille anticipatamente!

      • notaio ha detto:

        Significa che le disposizioni testamentarie vengono ridotte tutte in proporzione a quanto da ciascuno ricevuto al fine di mantenere intatte le proporzioni volute dal defunto, senza distinzione tra eredi e legatari a meno che il de cuius non abbia dichiarato (nel testamento) che una disposizione deve avere effetto con preferenza rispetto alle altre. Se il testatore ha dichiarato che una sua disposizione deve avere effetto a preferenza delle altre, questa disposizione non si riduce, se non in quanto il valore delle altre non sia sufficiente a integrare la quota riservata ai legittimari. La norma è stata dettata per garantire il rispetto della proporzione voluta e stabilita dal defunto nel testamento tra le disposizioni ridotte. Facciamo un esempio: il testatore ha lasciato a Tizio beni per valore di 400 e a Caio beni per valore di 200 senza stabilire che una disposizione deve essere preferita all’altra. Quindi ha voluto lasciare a Tizio il doppio di quanto ha voluto lasciare a Caio. Supponiamo che bisogna ridurre le disposizioni testamentarie per un valore di 60. A questo punto la quota di Tizio verrà ridotta di 40 e la quota di Caio di 20 (e non 30 e 30). In questo modo rimangono inalterate le proporzioni volute dal testatore.

    • stefanopellicciari ha detto:

      gentilissimo Notaio, tra qualche mese potrei avere un problema con una sucessione, la sorella di mio padre e’ in fin di vita, dai miei due fratelli mi e’ stato ventilata una mia esclusione dal testamento che so per sicuro fatto da un notaio, premetto che mia zia e vedova senza figli e l’unico fratello era mio padre ormai deceduto. E’ fattibile la mia esclusione dalla quota anche solo legittima? E’ possibile e con quante possibilita’ di positivo riscontro una eventuale impugnazione del testamento.Premetto che si parla di cifre a sei zeri sul totale dell’eredita. Anticipatemente ringrazio per l’eventuale risposta.

    • Bernice ha detto:

      Egregio notaio, avrei da sottoporle questa vicenda familiare riguardo una donazione con usufrutto (voluto fortemente da mia nonna). Mio nonno fece una donazione nel 1997 di un terreno a mia madre, una parte da contratto mia madre già la possedeva, le altre due le vennero donate, una appartiene a mia nonna, viva, l’altra a mio nonno, deceduto nel 2013.
      Ora temo per la successione, poichè mia zia , già adesso dice a mia madre che le deve il valore immobile di quel terreno o ai tempi di allora o al valore attuale (che è quadruplicato). I nonni diedero a mia madre quel terreno agricolo per costruirci una casa (a spese di mia madre, i nonni non le hanno mai pagato nulla), perché non avevano soldi per comprarne una dopo il matrimonio. Inoltre l’altra sorella chiese anche lei un terreno, (avendo saputo della donazione) che le fu dato e pagato dai nonni attraverso un contratto di compravendita. Mia zia aveva già un’appartemento dove viveva di proprietà dei nonni e quando si trasferì i nonni diedero i soldi (in contanti) per pagarle casa, macchina e spese varie. Mentre a mia madre che gli ha fatto e le fa tuttora l’assistenza non hanno mai dato nulla. Adesso mi preoccupa fortemente il problema della donazione anche perché mia zia e mia nonna sono fortemente gelose di mia madre,che è riuscita a trovare lavoro e a costruirsi una casa da sola, mia madre purtroppo invece è troppo buona, perché nonostante le ripetessero e ancora oggi le ripetono che è una buona a nulla lei non dice mai niente di cattivo nei loro confronti. Finito il ritratto della situazione familiare vorrei sapere come non fare entrare la donazione nell’asse ereditatario, insomma vorrei evitare la collazione soprattutto tenendo conto della sentenza del 6 ottobre 2016. Inoltre vorrei capire esattamente se vale il valore attuale dell’immobile (dove mia madre ha costruito) o quello del 1997. La ringrazio anticipatamente per la risposta e porgo cordiali saluti.

      • notaio ha detto:

        Tutte le donazioni rientrano nell’asse ereditario, sia quella fatta a Sua madre sia le altre fatte a Sua zia, comprese le donazioni in denaro che, naturalmente devono essere dimostrate. Le migliorie apportate a spese di Sua madre non vanno considerate. Quindi dovete considerare tutte le donazioni di denaro fatte a favore di Sua zia con le quali ha acquistato il terreno e la casa, e solo se, nonostante le stesse, è stata violata la quota di legittima di Sua zia, la stessa può impugnare la donazione fatta a Sua madre.

    • Regina ha detto:

      Egregio notaio, vorrei proporle il mio quesito a cui le chiedo gentilmente di poter rispondere.
      Mio padre e mia madre nel 2001 volevano suddividere tra i tre figli le loro proprietá consistenti in due appartamenti, il primo più grande del valore doppio rispetto al secondo, avevano intestati entrambi al 50%. Nello specifico volevano donare a me quello più piccolo in cui io giá vivevo con la mia famiglia a titolo gratuito da 8 anni e lasciare ai miei due fratelli minori quello più grande in comproprietá tra loro, riservandosene l’usufrutto, ma i miei fratelli non hanno accettato questa scelta rifiutandosi di procedere all’atto di donazione nei loro confronti. I miei genitori, hanno proceduto quindi alla sola donazione nei miei confronti nel aprile 2001, donando il piccolo appartamento a me e a mio marito al 50%. Nel novembre 2002 a un anno e mezzo dalla donazione veniva a mancare mio padre, il notaio procedeva all’atto di successione assegnando a mia madre un terzo della quota di proprietá di mio padre dell’appartamento maggiore e a noi tre figli un nono ciascuno del medesimo, il piccolo appartamento, ormai donatomi, non veniva menzionato in successione.
      Ora mia madre è anziana e ha avuto seri problemi di salute, i miei fratelli pentiti di non aver accettato la donazione anni prima hanno avuto pesantementi contrasti con mia madre, la quale al momento si rifiuta di donare ora loro la sua quota, vorrebbe anzi liberarsi del bene vendendolo, nonostante io l’abbia dissuasa a farlo, facendole presente possibili azioni future nei miei confronti.
      Il mio quesito è: non essendo ancora trascorsi 20 anni dall’atto di donazione del mio appartamento, i miei fratelli potranno rivalersi poi su di me nel caso in cui mia madre vendesse? Io vivo nella casa a titolo gratuito da ormai più di 20 anni, potrei oppormi loro causa usucapione? La ringrazio anticipatamente e mi scuso per essermi dilungata nello spiegare la situazione assai complessa.

      • notaio ha detto:

        Si, purtroppo si. Se sua madre decidesse di vendere i suoi fratelli potrebbero impugnare la donazione fatta a suo favore. Non credo ci siano i requisiti per l’usucapione in quanto la circostanza che lei vivesse già da tempo in quella casa può essere qualificata come esistenza di un contratto di comodato d’uso gratuito che a mio avviso non ha rilevanza ai fini del decorso del tempo necessario per l’usucapione.

    • occhioblu ha detto:

      Salve notaio ho un quesito da porle. Non essendo del settore le scrivo con parole molto semplici.

      Gli eredi di un defunto creano una comunione e decidono di assegnare a due dei tanti eredi un immobile (ASSEGNAZIONE E STRALCIO) tacitandoli da ogni altra spettanza.
      QUESTI DUE EREDI (fratello e nipote del de cuius morto che chiamiamo Caio e Sempronio) contestualmente donano lo stesso immobile a Ernesto(figlio di Sempronio, nipote di Caio, pronipote del defunto) .
      Ora , io Vorrei acquistare l’immobile oggetto di donazione. la compravendita verra’ sottoscritta con il donatario Ernesto, che ha ricevuto l’immobile dai donanti Caio e Sempronio (papa e zio).

      Quali rischi posso incorrere? Chi e’l l’eventuale legittimario che puo chiedere la riduzione o restituzione?specifico se fosse necessario che il donatario ernesto ha solo un fratello. Che tutele posso prendere?

      • notaio ha detto:

        Per vedere quali sono i rischi della donazione e chi può impugnarla vada a leggere i miei blog “Perché molti notai sconsigliano la donazione?” e “Impugnazione della donazione da parte degli eredi”. Il ogni caso il mio consiglio è quello di procedere ad una retrocessione per revocazione della donazione. In tal caso l’immobile tornerà in proprietà del donante annullando tutti gli effetti della donazione e sarà lui stesso a vendere.

    • Paolo calarco ha detto:

      Buon pomeriggio,
      Vorrei fare un quesito
      Devo acquistare un immobile che è stato ereditato da 2 fratelli Tizio e Caio, nel testamento il defunto padre( morto nel 2015) ha espressamente escluso dall’ asse ereditario il figlio Sempronio. Al tempo stesso ha lasciato alla moglie (del defunto) l usufrutto di un abitazione diversa da quella che dovrei acquistare io. La rinuncia all’ azione di riduzione e restituzione da parte di Sempronio e della mamma basta a tutelarmi? E se ci fossero dei creditori di quest’ultimi possono attaccare il bene che andro ‘ ad acquistare? Il mutuo che andro a stipulare mi puo’ tutelare?

      • notaio ha detto:

        La rinuncia da parte degli altri eredi all’azione di riduzione e restituzione è sufficiente. La rinuncia potrebbe però pregiudicare i diritti dei creditori i quali ben potrebbero impugnarla. Nel silenzio della legge è infatti ormai opinione prevalente e consolidata, sia in dottrina che in giurisprudenza, che il riconoscimento dell’esercizio dell’azione di riduzione spetti anche, in via surrogatoria, ai creditori del legittimario. Restano però salvi i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi in buona fede.

    • thebest3 ha detto:

      Egregio notaio, avrei da porle due quesiti:
      1. Il valore catastale di un immobile rappresenta quello su cui determinare la quota disponibile e quella legittima dell’immobile?
      2. Siamo due fratelli e io ho ricevuto un’immobile mentre l’altro mio fratello ha ricevuto dei contanti. Questi due trasferimenti sono stati regolarmente indicati su un unico atto di donazione. Ora le chiedo, nell’atto per tutti e due i trasferimenti è stata scritta la seguente frase: la donazione è fatta in conto di futura successione da imputarsi alla quota legittima di essi stessi donanti e per l’eventuale supero sulla quota disponibile, con espressa dispensa dalla collazione per il donatario. La quota disponibile va divisa al 50 percento ciascuno o uno dei fratelli può avere il 100 percento della quota disponibile?
      L’occasione è gradita per porle cordiali saluti.

      dimenticavo di dirle che non vorrei sapere se la quota disponibile può essere lasciata a un solo figlio, vorrei sapere se in base alla frase da me riportata la disponibile debba essere divisa al 50 percento con mio fratello.
      Cordiali saluti

      Egregio notaio, non avendo ricevuto risposta su un altro articolo sono qui a porle i seguenti quesiti:
      1. La quota di legittima e quella disponibile di un immobile si calcola in base al valore catastale?
      2. Io ho ricevuto in donazione dai miei genitori un immobile mentre mio fratello ha ricevuto dei contanti, tutti e due i trasferimenti sono stati regolarmente indicati su un unico atto notarile di donazione. Per tutte e due le donazioni è stata scritta la seguente frase:
      La donazione è fatta in conto di futura successione da imputarsi sulla quota legittima di essi stessi donanti e, per l’eventuale supero, sulla quota disponibile, con espressa dispensa dalla collazione per il donatario.
      Ora, sapendo che la suddetta frase è stata riportata su tutte e due le donazioni chiedo:
      la quota legittima deve essere divisa al 50 percento con l’altro donatario, cioè mio fratello, o uno dei due può avere tutta la quota disponibile pur essendoci, nell’altradonazione, la stessa frase?
      Fiducioso di una sua cortese risposta le invio cordiali saluti.

      • notaio ha detto:

        La quota di legittima e la quota disponibile si calcolano sulla massa ereditaria che è composta dai beni ereditari e dai beni donati dal defunto, detratti i debiti. Non si utilizza il valore catastale ma il valore di mercato. La quota disponibile può essere data a chiunque, anche ad un estraneo.

    • Gabriella Vecchi ha detto:

      Buonasera notaio. Nel 2003, separata consensualmente, con due figlie, unica proprietaria dell’alloggio acquistato dopo la separazione in seguito a un’eredità, sono andata in pensione e con la liquidazione ho pensato di acquistare un piccolo alloggio e intestarlo a una figlia.. La maggiore ha rifiutato, la minore, ancora studentessa, ha accettato e ha firmato l’atto notarile di compravendita di un piccolo alloggio come prima casa. Il mio conto alla banca è intestato solo a me, le mie figlie hanno entrambe la delega dal 1995. L’acquisto è stato effettuato col denaro derivante per il 40% dal mio conto corrente per il restante 60% da un mutuo cointestato a mia figlia e a me, e sempre pagato esclusivamente da me. Rimangono solo sei rate. Oggi, dopo che da anni ha residenza e lavoro in altra città in cui intende restare, la mia figlia minore, ancora nubile, vorrebbe poter acquistare una prima casa nella località di residenza, liberandosi dell’alloggio, nel frattempo dato in affitto, senza richiedere alcun corrispettivo. Potrebbe configurarsi il suo acquisto del 2003 come una donazione indiretta? L’altra figlia non ha ancora ricevuto nulla da me di pari valore.
      Abbiamo preso in considerazione l’eventualità di una vendita a terzi, ma purtroppo il mercato è fermo e, anche svendendo, la cosa potrebbe protrarsi a lungo.
      Cosa possiamo fare per mettere le cose a posto e consentire a questa figlia di comprare con i suoi averi la prima casa nel luogo della sua residenza? La ringrazio.

      • notaio ha detto:

        Purtroppo per acquistare un’altra prima casa deve cedere quella già in proprietà. Può farlo prima o, eventualmente, entro un anno dal nuovo acquisto. Eventualmente potete fare un riconoscimento di debito e dazione in pagamento ossia sua figlia riconosce di essere debitrice nei suoi confronti di una data somma di denaro (quella ricevuta per acquistare l’immobile nonchè quelle derivanti dal pagamento del mutuo) ed in compensazione, anzichè restituirle la somma, le trasferisce l’immobile.

    • thebest3 ha detto:

      Ripropongo i miei due quesiti, con la speranza di essere chiaro ed esaustivo.
      1. La quota disponibile e la quota legittima si ccalcolano in base al valore catastale?
      2. Io ho ricevuto una immobile mentre mio fratello ha ricevuto dei soldi, per costruirsi una casa. Su tutti e due gli atti è stata scritta la seguente frase:
      la presente donazione è fatta in conto di futura successione da inputarsi sulla quota legittima di essi stessi donanti e, per l’eventuale supero, sulla quota disponibile con espressa dispensa dalla collazione per il donatario. Ora chiedo:
      Sapendo che la suddetta frase è stata riportata in tutti e due gli atti notarili, uno dei donatari può possedere tutta la quota disponibile oppure, la quota disponibile, si deve dividere al 50 percento tra i due fratelli?
      Fiducioso di una sua gentile risposta le invio distinti saluti.

      • notaio ha detto:

        La quota di legittima e la quota disponibile si calcolano sulla massa ereditaria che è composta dai beni ereditari e dai beni donati dal defunto, detratti i debiti. Non si utilizza il valore catastale ma il valore di mercato. La quota disponibile può essere data a chiunque, anche ad un estraneo.

    • thebest3 ha detto:

      Gentilissimo notaio,
      mi scuso per il disturbo ma, gradirei gentilmente sapere quando verrà moderato e verrà data una risposta al mio commento, visto che ho scritto da parecchio tempo.
      Cordiali saluti.

    • thebest3 ha detto:

      Gentilissimo notaio, avrei un altro dubbio. Una zia non sposata, intende, alla sua morte, lasciare il suo patrimonio a sua sorella tramite, cioè mia madre, testamento. Ora volevo sapere: Se, in vita, ci sono altri fratelli della zia, potrebbero impugnare la quota di legittima, che spetta ai suoi genitori ormai defunti, tramite l’istituto della rappresentazione?
      Scusandomi per la lunghezza e l’assiduità dei miei numerosi quesiti le porgo cordiali saluti.

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