• Che cosa veramente è la rinuncia alla opposizione della donazione?

    rinuncia alla opposizione della donazioneAbbiamo già spiegato più volte quali sono i problemi di una donazione nella storia dell’immobile, su cui attualmente c’è molta sensibilità. Forse statisticamente rarissimo, ma quando capita è sempre un duro colpo per chi ha comperato un immobile di provenienza donativa.

    Sappiamo già che quando il patrimonio residuo all’apertura della successione non è sufficiente ad assicurare ai legittimari la quota di legittima ad essi riservata, questi possono agire con azione di riduzione prima verso le altre quote ereditarie, poi verso le disposizioni testamentarie lesive, e poi successivamente anche verso le donazioni compiute in vita dal de cuius .

    È il problema del relictum, che deve essere ben calcolato per capire se uno dei legittimari previsti dalla legge abbia dei diritti nei confronti degli altri eredi.

    Ma la cosa che qui ci riguarda è che questa tutela dei legittimari non si ferma neppure quando l’immobile oggetto di donazione sia stato venduto a terzi, del tutto innocenti.

    Perché i legittimari dopo aver accertato in giudizio il loro diritto alla riduzione, se non sono riusciti a trovare danaro tra i beni dei donatari, possono aggredire gli immobili che i donatari hanno a loro volta venduto onerosamente a terzi (azione di restituzione)

    Cos’è l’atto di opposizione

    Immaginate l’importanza della problematica. Prima la donazione, poi il de cuius sopravvive per trent’anni, dieci anni ancora per la prescrizione dell’azione di riduzione, quindici anni per la causa giudiziaria di riduzione….. dopo cinquantacinque anni chi ha comprato l’immobile (o, a questo punto, i suoi eredi ) corre il rischio di vederselo portar via!

    La legge, recentemente, si è resa conto di questa assurdità, e ha garantito una maggiore certezza per i beni di provenienza  donativa,  inserendo nell’articolo 563 c.c.  un termine di venti anni oltre il quale, se non si è agito in riduzione, l’acquisto degli aventi causa dei donatari è salvo!

    Il termine decorre dal momento della donazione, e può ultimarsi anche quando il donante sia ancora in vita, ma ….. la legge ha dato la possibilità ai futuri aventi diritto di annullare questo beneficio mediante un atto di opposizione che, se debitamente notificato e trascritto, cancella il vantaggio  del termine prescrizionale di vent’anni dopo il quale l’acquirente del donatario avrebbe potuto stare tranquillo, e si ritorna quindi alla disciplina previgente.

    Poiché colui che crede di poter essere un giorno il soggetto leso ha vent’anni di tempo per esercitare questa opposizione (cancellando così il periodo prescrizionale di vent’anni) la dottrina si è domandata se è possibile una  rinuncia preventiva al diritto di richiedere l’opposizione al termine prescrizionale.

    Rinuncia alla opposizione ed alla azione di restituzione

    Innanzitutto va rammentato che se il donante muore prima del decorso del ventennio i legittimari lesi, anche se hanno compiuto l’atto di rinuncia al diritto di opposizione, potranno comunque in ogni caso chiedere (dopo avere esperito l’azione di riduzione nei confronti degli altri eredi) la restituzione dell’immobile ai terzi che hanno acquistato: la morte del donante nel corso del ventennio è termine finale di efficacia dell’opposizione.

    Ma principalmente va considerato che la opposizione al termine prescrizionale laddove possa essere assimilata alla rinunzia all’azione di restituzione, finché è in vita il donante è contraria al divieto dei patti successori, come sarebbero quelli rinunziativi, e per il divieto di cui all’articolo 557 c.c., in quanto la rinunzia sarebbe niente di più che una rinunzia all’azione di riduzione, quindi inammissibile (laddove – ripeto – la si valuti come rinuncia al diritto di restituzione).

    Ci sono certo delle tesi permissive, e ad esse ha aderito prima di tutti proprio il Tribunale di Pescara, la città ove sto scrivendo ora, che, con provvedimento 25 maggio 2017 n.848/18, ha dichiarato che la rinunzia all’azione di opposizione è una cosa completamente diversa dalla rinunzia dell’azione di restituzione e, se la seconda è vietata, la prima è legittima anche prima dell’apertura della successione del donante.

    Interpretazione dubbia

    Lascio all’interprete del caso concreto se aderire alla tesi più restrittiva in tema di rinuncia alla opposizione come rinuncia alla azione di restituzione o alla tesi più permissiva, che dichiara l’invalidità della rinunzia all’azione di restituzione nei confronti dei terzi acquirenti, ma che salva  la rinuncia al diritto di opposizione contro il termine prescrizionale (come quella del Tribunale di Pescara di cui poc’anzi vi ho fatto cenno) .

    Il fine infatti di questo scritto è molto più semplice e, cioè sfatare un’opinione completamente errata  sulla natura dell’atto di rinuncia alla opposizione vero e proprio.

    La verità sulla rinuncia alla opposizione

    Molti infatti, dopo una donazione (magari a uno dei figli) chiedono che sia firmata anche una dichiarazione di rinuncia al diritto di opposizione.  E credono di potersene andare via tranquilli, sereni e contenti. No, perché contrariamente a quello che molti erroneamente credono il diritto di opposizione a cui si rinuncia lecitamente in ogni caso, non solo non è il diritto alla azione di restituzione, ma non è neppure il diritto di opposizione alla donazione, bensì è il diritto di opposizione al termine prescrizionale dei vent’anni, sicché la rinuncia al diritto di opposizione (certamente lecita, diversamente dalla problematica relativa alla rinuncia al diritto di restituzione che presenta i dubbi di cui sopra) è solo la rinuncia al diritto di chiedere il prolungamento del termine ventennale nel quale è possibile, in presenza anche degli altri presupposti, agire in riduzione, e poi agire anche in restituzione nei confronti dei terzi.

    Questo ovviamente, salva la circostanza predetta della morte del donante prima del decorso del ventennio  di cui ho fatto cenno prima, che rende di fatto nulla anche l’intervenuta rinuncia al diritto di opposizione.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    Che cosa veramente è la rinuncia alla opposizione della donazione? ultima modifica: 2018-09-08T20:55:52+00:00 da notaio



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    2 Commenti su “Che cosa veramente è la rinuncia alla opposizione della donazione?

    • Elsa1958 ha detto:

      Buonasera,
      dovendo fare un atto di vendita di un immobile lasciato da mio padre deceduto nel 1974, atto di divisione dell’anno 1991 il notaio di chiede l’accettazione tacita dell’eredità.
      Non avendola quanto nel 1991 abbiamo fatto la divisione, mi comunica che devo obbligatoriamente farla a mie spese.
      Premetto che ho già fatto un atto nel 2009 di vendita di un immobile presente sempre nello stesso atto di divisione e l’altro notaio non mi ha chiesto nulla.
      E’ corretto?
      Grazie per la cortese risposta.
      Elsa

      • notaio ha detto:

        Ho scritto due articoli sulla accettazione della eredità. Li legga (tutti e due) e vedrà che la legge e la giurisprudenza si sono inasprite nel tempo e quindi giustamente il notaio del 2009 non le ha chiesto nulla.. Oggi il notaio è obbligato a farla: unica chance la dispensa dell’acquirente che accetta consapevolmente il rischio.

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