• Senza il notaio non si esce dalla crisi

     

    compravendita e crisiPERCHE’ LA CRISI?

    – Mi stavo giusto domandando come mai il nostro paese è l’unico che si sta avvitando sempre di più in una crisi senza uscita al contrario di tutti gli altri paesi occidentali, e ciò nonostante la grande capacità imprenditoriale degli italiani, che hanno certo nulla da invidiare agli altri europei in quanto a capacità di sacrificio, di rischio e di spirito di inventiva.
    Una spiegazione mi è venuta trovando per caso nel web le dichiarazioni di un parlamentare in tema di notariato. Vi riporto in fondo al presente scritto le sue dichiarazioni con le quali auspica che le transazioni immobiliari si facciano “con un fax” lasciando allo Stato il compito di verifica sul bene.
    Non è certo compito mio addentrarmi sui motivi di tali dichiarazioni. Se cioè siano state fatte in buona fede, per false informazioni,  demagogia (da cui si difende l’autore nel secondo scritto più sotto allegato), semplice ignoranza tecnica, o dall’eco di un banale odio di classe pre-muro di Berlino. Vorrei solo limitarmi ad esprimere ad alta voce alcune domande.
    Do qui per scontata la lettura del mio articolo “il notaio costa troppo” pubblicato nel mio sito che, dopo aver comparato i costi del mondo anglosassone con quello latino precisa come, nell’esempio di un acquisto di un appartamento di 150.000 euro da una società di costruzioni, per il notaio in Italia si spendano circa 300 euro contro i 12.000 che si spendono negli USA per ottenere gli stessi servizi notarili italiani (anche se da soggetti che “notaio” non si chiamano).
    Facciamo quindi l’ipotesi che si realizzi lo scenario descritto dall’Onorevole parlamentare. Poniamo cioè per ipotesi che l’appartamento venga acquistato con un fax in cui l’acquirente comunica al costruttore “t’ho comprato l’appartamento!” o che il costruttore mandi un fax all’acquirente dicendogli “t’ho venduto l’appartamento!”.
    Perfetto. Magnifico. Quanto potrà costare un fax? Nulla. Sicchè il nostro parlamentare ci potrà dire “che importa se il notaio prende solo 300 euro, sono sempre 300 euro risparmiate!”.

    QUANTO SPENDE LO STATO SENZA NOTAIO?

    Ma lo Stato? Quanto spenderebbe?
    Le “verifiche”, che solo un ingenuo può credere consistano nel premere il pulsante di un computer, quanto costerebbero alla Pubblica Amministrazione?
    E la compilazione del fax per evitare che l’acquirente e il venditore cadano in uno dei mille e mille tranelli che una legislazione complicata addossa ai cittadini quanto costerebbe allo Stato?
    E il controllo di legalità del fax per evitare che le parti pongano in essere più o meno volontariamente un’attività contraria alle norme quanto costerebbe allo Stato?
    Le tasse del trasferimento, che dovrebbero essere liquidate anch’esse da un funzionario chi le riscuoterebbe? E soprattutto quanto costerebbe la riscossione atteso che per le più semplici imposte dirette l’aggio tradizionale è del 9%?
    Il rischio del principio “riscosso per non riscosso” sarebbe assunto dallo Stato? E, quanto costerebbe all’Erario?
    Le volture, le trascrizioni, le iscrizioni nei Pubblici Registri Immobiliari o alla Camera di Commercio, ecc., insomma tutti gli innumerevoli adempimenti richiesti dalla legge successivamente alla vendita quanto costerebbero allo Stato?
    Assicurare e garantire l’acquirente e/o il venditore da tutti i rischi derivanti dal contratto (anzi, dal fax) quanto costerebbe allo Stato? Si rifletta sulla somma enorme che lo Stato dovrebbe garantire, in quanto non certo limitata al valore della transazione ma a tutte le possibili conseguenze collegate.
    La conservazione, la repertoriazione, il rilascio delle copie del “fax” quanto costerebbe allo Stato?
    Siamo veramente convinti che per tutta questa attività sopraelencata lo Stato riesca a spendere meno di quello che si paga al notaio? E, badate bene, dall’elenco pratico che ho sopra delineato ho escluso l’attività consulenziale che tanto allo Stato non interessa perché il compratore andrà poi dal suo avvocato. Ho anche escluso il costo del contenzioso, perché tanto abbiamo Tribunali rapidi e efficienti per smaltire un danno che nel paese dei fax ammonta al 4% del prodotto interno lordo.

    LE SPESE SUI CITTADINI

    Non so se mai qualcuno mi darà una risposta con un po’ di buon senso a queste mie teoriche domande, ma il sottoscritto la sua risposta già ce l’ha.
    Succederebbe che lo Stato per assicurare ai cittadini quel servizio che danno ora i notai (ammesso che ci riesca) spenderebbe cifre enormi, altro che i 300 euro che il crasso notaio  va a spendere nei night club.

    E chi le pagherebbe?

    Non certo le parti del contratto di compravendita, se no che “semplificazione” sarebbe? Se l’acquirente dovesse spendere – ad esempio – 5.000 euro invece che 300 prenderebbe giustamente i forconi.
    E allora l’ineffabile legislatore inserirà queste nuove spese per lo Stato in qualche nuova tassa facendo pagare a tutti i cittadini il costo del servizio notarile odierno senza che i cittadini stessi se ne accorgano. Esattamente così come succede oggi per gli autoveicoli.
    Con buona pace dell’equità fiscale perché così per far risparmiare 300 euro all’acquirente di un immobile di 150.000 euro si faranno pagare 5.000 euro a tutti quelli che non hanno nessuna intenzione (e quattrini) di comprare né casa né automobile.

    Bisogna ricordare che dietro ad ogni tassa in più che il cittadino paga non c’è solo l’auto-blu del boss politico ma ci sono sprechi di valore inimmaginabile, e certo è spreco qualsiasi iniziativa presa non con attenta concretezza alle esigenze del cittadino ma per demagogia elettorale o per preconcetti ideologici e di classe.

    Da qui la risposta alla domanda di inizio:    fin quando il legislatore preferirà – per motivi presumibilmente politici – far pagare a tutti i cittadini i 5.000 euro che – secondo l’esempio – sprecherebbe per assicurare il servizio notarile al solo fine di impedire che il “parùn dalli belli brachi bianchi” (il notaio) ne guadagni 300, dalla crisi non si esce.

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

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    Senza il notaio non si esce dalla crisi ultima modifica: 2014-03-25T00:25:02+00:00 da notaio



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    Categoria: Quanto costa un notaio, Rivolgersi al notaio

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