• Come partecipare ad una società di persone con altra società?

    società di personeVolete partecipare ad una società di persone con un’altra società? Volete comprare delle quote di una società di persone con la vostra società? Ma la società vostra non è una “persona”! Si, certo, è conveniente, ma come è possibile parteciparvi se non siete delle “persone”? Il dibattito è sempre vivo da molti anni, e per la soluzione occorre distinguere se la vostra società è di capitali o è , anch’essa, di persone.

    Le società di capitali nelle società di persone

    In seguito all’entrata in vigore della riforma del diritto societario del 2003, il legislatore, con un colpo di scure, ha definitivamente risolto, nell’art. 2361, II comma c.c., l’annosa questione sull’ammissibilità o meno della partecipazione di società di capitali in società di persone. Innanzitutto occorre rilevare che, seppure la norma sia contenuta nelle disposizioni in tema di S.p.a., pacificamente sia la dottrina sia il Comitato Triveneto dei Notai ritengono che la stessa sia applicabile anche alla S.r.l., secondo quanto dispone il noto brocardo ubi eadem ratio legis, ibi eadem legis dispositio.
    È oggi consentita l’assunzione da parte di una società di capitali di partecipazioni in altre imprese comportante una responsabilità illimitata per le obbligazioni delle medesime ove lo statuto della società stessa lo preveda espressamente e purché tale partecipazione assunta non ne alteri l’oggetto sociale per oggetto e misura. Ne consegue, dunque, che è di per sé lecita l’assunzione di una partecipazione in impresa che svolge attività estranea all’oggetto sociale se tale partecipazione per sua misura risulta essere secondaria rispetto all’attività della partecipante. Nondimeno, il legislatore stabilisce che per questa partecipazione sia sufficiente la delibera dall’assemblea ordinaria, anche se gli amministratori sono liberi di valutarne la convenienza ed eventualmente decidere di non darne attuazione.
    Tuttavia, l’art. 2361 c.c. deve essere coordinato con l’art. 111-duodecies disp. att. c.c., il quale dispone che «qualora tutti i loro soci illimitatamente responsabili, di cui all’articolo 2361, comma secondo, del codice, siano società per azioni, in accomandita per azioni o società a responsabilità limitata, le società in nome collettivo o in accomandita semplice devono redigere il bilancio secondo le norme previste per le società per azioni; esse devono inoltre redigere e pubblicare il bilancio consolidato come disciplinato dall’articolo 26 del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127, ed in presenza dei presupposti ivi previsti». Tale disposizione, oltre a prevedere che le società di persone partecipate da società di capitali debbano redigere il bilancio d’esercizio secondo la normativa prevista in tema di società di capitali, consente, secondo autorevole dottrina avallata dal Consiglio Nazionale del Notariato (Studio n. 5618/2005/I e Studio n. 6072/2006/I), in virtù del principio per cui nella società di persone non è ammesso l’amministratore estraneo, che amministratore di una società di persone possa essere anche una società di capitali.

    Le società di persone nelle società di persone

    Per quanto concerne, invece, la partecipazione di società di persone in altre società di persone, il dibattito risulta essere ancora vivo. Il silenzio del legislatore sul punto, soprattutto nell’ottica del premuroso intervento a risoluzione della fattispecie simile di cui sopra, potrebbe indicare che ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit o più semplicemente che lo stesso sia stato poco attento nell’opera di riforma. Ad ogni modo, dottrina più tuzioristica ritiene che non sia ammissibile la partecipazione di società di persone in altra società di persone, in quanto questa andrebbe ad alterare il regime di responsabilità delle società personali, poiché, come dispone l’art. 2267 c.c. i soci sono illimitatamente e solidalmente responsabili per le obbligazioni sociali, intese quali obbligazioni della società a cui i soci partecipano. Sulla base di tale assunto i soci della società partecipante sarebbero esposti personalmente anche all’azione dei creditori della società partecipata. Tuttavia, la prevalente dottrina, la giurisprudenza, il Consiglio Nazionale del Notariato (Studio n. 5676/2005/I) e il Comitato Triveneto dei Notai (massima O.A.1.) ritengono pacificamente ammissibile la partecipazione di società di persone in altra società di persone. Difatti, seppure è vero che i soci della società partecipante si troverebbero a rispondere anche di obbligazioni «altrui», è pur vero che nel concetto di obbligazione sociale rientrano anche operazioni non direttamente decise dalla società alle quali i soci stessi sono comunque esposti, quali, ad esempio, le obbligazioni derivanti dalla prestazione di una fideiussione da parte della società Inoltre, secondo il principio del beneficium excussionis, i creditori della partecipata potranno aggredire il patrimonio personale dei soci della società partecipante solo dopo aver inutilmente escusso prima il patrimonio della partecipata e quello della società partecipante. In conclusione è ammissibile la partecipazione di società di persone e di società di capitali nelle società di persone.

    notaio Massimo d’Ambrosio

    Cosa ne pensi della partecipazione di società in società di persone? L’articolo ti è stato utile? L’hai trovato interessante? Condividilo sui tuoi social e commentalo con le tue idee o proponi le tue richieste di chiarimento qui di seguito!

    Come partecipare ad una società di persone con altra società? ultima modifica: 2017-08-10T20:08:04+00:00 da notaio
    Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on Twitter

    Categoria: Info e novità per società

    Articolo precedente:

    Articolo Successivo:


    © Tutti i diritti sono riservati. È vietato qualsiasi utilizzo, totale o parziale dei contenuti inseriti nel presente blog, senza autorizzazione scritta del notaio Massimo d'Ambrosio.

    Lascia un commento