• Lo Stato tradisce i notai e il notariato italiano

    matteo renziI notai oggi non godono buona fama, specie in un momento di accresciuto odio sociale. Almeno nella parte meno “conscia” della popolazione essi passano per vampiri succhia-soldi, che pongono ostacoli strani e incomprensibili allo svolgimento delle transazioni d’affari.
    In tutto questo c’è qualcosa di vero. In una valutazione superficiale del comportamento del notaio si possono infatti rinvenire questi aspetti che vengono attribuiti alla categoria.
    Decidete di acquistare una casa, avete superato le complesse difficoltà nella trattativa col venditore, vi sedete davanti al notaio, e questo soggetto d’altri tempi “estorce” una somma di danaro pazzesca che voi nella trattativa non avevate assolutamente previsto né preventivato, mettendo a rischio l’acquisto con il sovrapprezzo che vi fa uscire dal budget previsionale.
    Ma non è finita, perché il notaio vi tempesta con richieste di informazioni sulla situazione urbanistica, chiedendovi di fornire documenti, che chissà dove sono o che comunque è costoso e complicato reperire nei pubblici uffici, e obbligandovi a fornire dichiarazioni astruse sotto la vostra responsabilità penale. Questo individuo cui lo Stato vi ha obbligato a richiederne l’aiuto vi costringe a esibire gli assegni, vi impedisce di pagare con i soldi che avete accumulato in anni di onesto lavoro e che avete nascosto sotto il materasso o in una buca in giardino. Vi obbliga a trasferire la residenza in un comune dove non volete assolutamente andare, vi costringe a consegnargli certificazioni e documenti, difficili da trovare, e di cui voi non sapete assolutamente neppure a che possono servire. Senza contare l’impatto del “niet” del notaio quando rappresentate qualche idea brillante che ritenete conforme ai vostri interessi e al regolamento economico che avete pattuito col venditore.
    Un sacco di soldi da pagare quindi, e un sacco di seccature e di impicci che rendono difficile una operazione semplicissima e che fanno correre il rischio di veder sfumare l’affare.
    Devo comprare un terreno dal mio vicino? Che gli interessa al notaio se c’è stato un incendio o meno? Che ci fa col certificato di destinazione urbanistica? Anzi che cosa è questo strano certificato? Perché mai mi impedisce di frazionare un pezzetto del mio terreno e venderne un lotto al vicino che ci vuole costruire una casetta? Perché per casa mia mi chiede il certificato energetico? E che casa mia è un frigorifero?

    Il notaio fa il suo dovere

    Non è certo questa la sede per dare spiegazioni a questi e a mille altri interrogativi che il cliente si pone. Qui va sottolineato che tutti questi interrogativi, e tutti gli altri che il cliente si pone di fronte alle “stranezze del notaio” costituiscono sempre ed esclusivamente adempimenti da parte del notaio di obblighi di legge, a partire dalla pesante riscossione delle tasse.

    Insomma, tutto quello che rende il notaio “antipatico” alla cittadinanza è costituito solo dall’ossequio del notaio alla sua funzione di servitore dello Stato, di Pubblico Ufficiale tenuto a rispettare le leggi.

    Certamente né lo scrivente, né nessuno dei notai, vuole lamentarsi di questo. Fa parte dei compiti dei notai che sono contemporaneamente Pubblici Ufficiali e liberi professionisti.
    Solo che nell’altra loro veste di liberi professionisti, per quanto riguarda solo loro cioè,  non creano affatto antipatia nei confronti del cittadino e dell’opinione pubblica, come è dimostrato dalla circostanza che quando il cliente conosce esattamente la cifra che incassa veramente il notaio, e quanto poco è compensato il notaio per l’attività intellettuale svolta a favore del cliente, sempre si meraviglia, facendo fatica a credere che la prestazione professionale del notaio e tutta l’attività di impresa che ad esso gira intorno siano pagate così poco.

    Il tradimento dello Stato

    Il fatto per il quale invece il sottoscritto protesta a gran voce è l’abbandono da parte dello Stato dei suoi servitori più fedeli, e cioè i notai. Si può anche accettare che queste funzioni del notariato italiano non siano comprese dalla cittadinanza, si può anche accettare di passare per “antipatici” a causa dell’obbedienza agli ordini dello Stato, ma coloro che danno gli ordini ai notai, e che vedono che questi ordini sono rispettati, debbono avere la dirittura morale e il coraggio di difendere la categoria, proclamando a gran voce che i notai, nell’esercizio delle loro funzioni più “antipatiche”, sono solo ed esclusivamente servitori dello Stato. Nulla più.
    Ciò non succede, perché spesso le persone fisiche che incarnano le istituzioni e lo Stato cedono alla più bassa demagogia, sentono le proteste della cittadinanza, si dimenticano che è lo Stato (e cioè loro)  a rendere “antipatici” i notai, e vogliono far vedere alla pubblica opinione che loro sono dalla parte dei cittadini non da quella dei notai antipatici,  ponendo la categoria notarile in una situazione di gravissima difficoltà che io non esito a bollare come frutto di tradimento.

    Abbassate le tasse, non sparate alla schiena!

    È come se un Generale mandasse all’ assalto una brigata dei migliori suoi uomini, ma quando vede che la brigata sta ottenendo successo e sta conquistando l’obiettivo stabilito, riceva una delegazione del nemico che protesta contro la capacità militare dei suoi uomini, si dimentica che è stato lui a mandarli all’assalto alla baionetta,  e  addivenga alla sua pressante richiesta di fermare gli stessi suoi vittoriosi combattenti, e ciò lo faccia non ordinando la ritirata per salvaguardare la vita dei suoi uomini, ma cominciando a sparare alla schiena dei suoi stessi soldati.
    Se le persone che incarnano le istituzioni sovrane decidono che la “rapacità” del notaio nei confronti del pubblico sia eccessiva, benissimo! Ma allora il loro compito è di abbassare le tasse, ordinando ai notai di interrompere la riscossione delle imposte.
    Se i supremi reggitori del nostro paese decidono che i documenti, le notizie, e i giuramenti che debbono fornire le parti di fronte al notaio siano eccessivamente pesanti nelle trattative commerciali e nelle conclusioni degli affari debbono ordinare, con legge, ai loro servitori, e cioè ai notai, di soprassedere alle richieste.

    Basta demagogia elettorale! C’è un dovere morale!

    Questo è il dovere morale, oltre che giuridico, di coloro che si sono candidati a reggere la cosa pubblica.
    Il populismo pre-elettorale va bene per un periodo limitato di tempo, ma se i politici uccidono i servitori più fedeli dello Stato per guadagnare qualche voto in più e per non confessare di fronte all’opinione pubblica di essere i veri mandanti del rastrellamento del danaro da parte dei notai,  chi mai potrà servire lo Stato quando ce ne sarà effettivo bisogno? E’ evidente che si tratta di un altro colpo all’ordinato funzionamento delle Istituzioni statali che poi, alla fine, sarà pagato dai cittadini con disservizio, insicurezza e rischio, e, in definitiva, con un aumento delle tasse che pagano i cittadini tutti. I conti , infatti, non si lasciano ingannare dai talk-show televisivi e i soldi da qualche parte devono affluire all’erario.
    Ora è in arrivo un’altra novità. La legge sul deposito prezzo. È facile prevedere le reazioni della popolazione, che vedrà il notaio requisire con autorità il prezzo delle compravendite e delle cessioni d’azienda. Anche qui lo Stato farà credere che è una iniziativa del notariato italiano, brutto e cattivo, per taglieggiare la popolazione inerme?

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    tradimento dello Stato

    Lo Stato tradisce i notai e il notariato italiano ultima modifica: 2014-05-24T13:24:17+00:00 da notaio



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    Categoria: Rivolgersi al notaio

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