• Istituito il Certificato Successorio Europeo

    bandiera europea certificato successorio europeoSono molte le famiglie che ogni anno devono affrontare una successione transfrontaliera, perché i beni o gli eredi del de cuius si trovano in uno stato differente rispetto a quello in cui si è aperta la successione, e moltissime  sono le questioni che insorgono a causa delle differenze normative in materia di successioni esistenti nei vari Paesi europei.

    Il nuovo istituto del certificato successorio europeo

    Con la legge 161/2014 lo Stato italiano ha dato concreta attuazione all’interno del proprio ordinamento al regolamento UE n. 650/2012, il quale prevede la creazione di un certificato successorio europeo (CSE), attribuendo ai notai la competenza al rilascio del certificato stesso a partire dal 17 agosto 2015, per le successioni aperte dopo tale data. Si tratta di un nuovo importante istituto introdotto dalla nuova normativa europea nell’ottica delle semplificazioni delle successioni internazionali transfrontaliere. Ecco il Regolamento.

    A che serve

    Il CSE è documento standardizzato (in modo da poter perciò facilmente circolare negli Stati membri) che certifica e documenta la qualità di erede o legatario o esecutore testamentario o amministratore dell’eredità di un determinato soggetto, facendo prova, fino a querela di falso, delle informazioni che contiene e permettendo così ai soggetti interessati da una successione di dare agevolmente prova del proprio status, al fine di esercitare i propri diritti successori all’estero. Mediante il certificato successorio europeo determinati soggetti (quali appunto eredi, legatari, esecutori testamentari o amministratori dell’eredità) potranno quindi fare valere all’estero, senza necessità di compiere sul posto altri atti, la loro qualità e i connessi diritti, poteri e facoltà: chi è indicato nel certificato come erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dei beni ereditari può contare su una presunzione, in forza della quale la semplice esibizione del certificato gli consente di far valere i diritti fondati sulla qualità che riveste; i terzi che concludono negozi con il soggetto individuato dal certificato possono invocare, a prova della loro buona fede, quanto risulta dal certificato.

    Nel nostro ordinamento, infatti, l’attestazione della qualità di erede è rimessa direttamente allo stesso soggetto interessato attraverso il ricorso all’atto di notorietà (o ad una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa sempre dallo stesso interessato) ma non esiste un’attestazione resa in maniera oggettiva da un’Autorità a ciò preposta ed intesa a dar atto della qualità ereditaria. Questa soluzione non è più quindi soddisfacente e garantistica per le successioni transfrontaliere data la molteplicità e la complessità delle questioni che possono insorgere in materia.

    Valore ed efficacia del certificato successorio europeo

    Il certificato non è obbligatorio e non sostituisce i documenti interni utilizzati per scopi analoghi negli Stati membri. Tuttavia, una volta rilasciato per essere utilizzato in un altro Stato, il certificato produce effetti anche nello Stato in cui è stato rilasciato.

    Sarà possibile richiedere il rilascio del CSE a qualsiasi notaio italiano (senza limiti di competenza territoriale legata al luogo dell’apertura della successione e/o della situazione dei beni ereditari) nei seguenti casi:

    – se la residenza abituale o cittadinanza del defunto è in Italia al momento della morte, o nel caso in cui non siano trascorsi più di 5 anni tra il momento del cambiamento di tale residenza e la richiesta del CSE;

    – se il defunto ha optato per la legge italiana in quanto legge della cittadinanza al momento della scelta o al momento della morte;

    – in presenza di un collegamento sufficiente del nostro Stato con la successione e in assenza di altra autorità competente.

     

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    lo straniero acquista - notaio massimo d'ambrosio di pescara

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Istituito il Certificato Successorio Europeo ultima modifica: 2015-08-21T11:24:22+00:00 da notaio



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    5 Commenti su “Istituito il Certificato Successorio Europeo

    • Greta ha detto:

      Gentile Notaio, non mi è chiaro come e quando optare per la legge italiana. Vivo in Italia dal 89 ma non ho la cittadinanza italiana e beni all’estero. Grazie.

      • notaio ha detto:

        Cara Greta, la legge applicabile è quella dello Stato dove ci si trova, indipendentemente dalla cittadinanza. Fino ad ora in caso di acquisto di eredità in un paese diverso da dove la persona scomparsa si trovava o aveva fatto testamento occorreva duplicare molte pratiche e molti atti. Ora non è più così. Se qualcuno muore, ad esempio in Belgio, e ha case anche in Francia e in Italia, basta il certificato successorio europeo, senza rifare la successione 3 volte!

    • Greta ha detto:

      Grazie mille! Quindi nel mio caso la divisione seguirà la legge italiana che però è molto diversa da quella belga. Ad esempio: che base imponibile adopererà il fisco belga per calcolare le tasse (salatissime) di successione dovute tra l’altro entro 4 mesi dalla data del decesso?

    • pier paolo abis ha detto:

      Notizia passata decisamente in sordina vista la data 17/8 (soprattutto poi in sardegna dove esiste solo il mare a quella data)… ma stavo riflettendo su un aspetto .Da un lato abbiamo ottenuto una armonizzazione a livello europeo ma dall’altro sappiamo bene che l’Italia si può definire un “paradiso fiscale” in materia successoria rispetto agli altri paesi europei…in breve che scelgano tutti l’italia per le loro successioni?
      Sicuramente è molto più probabile che l’europa ci venga a dire “italia adegua le tue imposte di successione alle nostre”.
      Ed ecco servita su un piatto d’argento la riforma in materia successoria prevista a breve con nuove aliquote e franchigie.Ed esiste pure la scusa perfetta in quanto si può dire che ci viene chiesto dall’Europa….

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