• La tariffa notarile, prodotto sicuro a prezzo fisso

     

    L’abolizione della tariffa

    – Per anni si è gridato allo scandalo per l’esistenza della tariffa notarile che, secondo i meno acculturati, era un meccanismo col quale i crassi notai si arricchivano alle spalle dei poveri cittadini . A nulla sono valse le mille sagge considerazioni che venivano condotte da chi era un po’ più addetto ai lavori, che spiegava come il costo, perché no, esorbitante, che si paga al notaio è composto al 95% da imposte e tasse che si prende lo Stato.
    La tariffa notarile è stata abolita, e ora siamo nel perfetto e libero mercato propugnato dalle superficiali valutazioni di cui vi ho detto, e credo che molti si siano già resi conto che la situazione non è cambiata, ma che è anzi peggiorata come molto acutamente commenta un avvocato in un suo sito web.
    Lo spunto delle considerazioni dell’Autore al quale vi rimando venne dato da un suo lettore che si lamentava di aver ricevuto la fattura del Notaio di euro 2.072,65 per un atto di spostamento della sede legale della sua società da un Comune all’altro.La risposta si addentra saggiamente nell’analisi delle tasse che è necessario pagare allo Stato per una siffatta operazione.  L’analisi dal punto di vista economico non è proprio esatta, ma perdoniamo le incertezze all’estensore della nota non avendo specifica esperienza notarile ed essendo la materia assai ostica. Giusto per precisione ricordiamo ai lettori che le tasse del cliente che il Notaio deve pagare il giorno dopo la stipula di un atto di trasferimento di sede di srl da un Comune all’altro sono le seguenti: Imposta di registro 200; bolli 156; Camera di Commercio 90; Tassa Archivio 28,84; visure 3,00; Cassa Nazionale del Notariato 97,59; aggio sulla Cassa Nazionale del Notariato 2,00; Consiglio Nazionale del Notariato 12,17; aggio sul Consiglio Nazionale del Notariato 0,25; Consiglio Notarile Distrettuale 0,80; rimborso di spese tecniche varie euro 336,00. Per un totale quindi di euro 926,65, salvo miei errori perché la materia è un po’ difficile, come vi dicevo.

    Ad esso si deve aggiungere l’onorario notarile, che però è lordo perché comprende l’IVA e le imposte dirette tra cui IRE, ADDIRE, AD PROV IRE, IRAP ecc….
    L’onorario notarile, così come lamentato in euro 1.000 circa, considerando che, come detto prima, è al lordo di tutte queste altre voci, non è assolutamente eccessivo, perché il notaio ignoto con un siffatto onorario si sarà poi in definitiva messo in tasca una somma di 2-300 euro da spendere la notte per i suoi bagordi di notaio (come il non acculturato critico ritiene).
    C’è inoltre da considerare la saggia osservazione di chi ha risposto al lettore, che ha notato come l’atto di spostamento di sede da un Comune all’altro della s.r.l. possa probabilmente aver contenuto anche altre pattuizioni, come, ad esempio modifiche allo statuto societario. Il cliente non sa che le tasse si pagano in base alle manifestazioni di volontà, non in base al numero dei fogli di carta, ed è sufficiente l’aggiunta di qualche infinitesimale precisazione all’oggetto societario per far alzare, e di molto, le tasse di cui ho fornito poc’anzi un resoconto spero esatto.

    La forbice tariffaria

    Ma non è questo il punto su cui voglio richiamare l’attenzione dei lettori. È che, tra i pochi che hanno esaminato la questione, l’Autore a cui vi ho rimandato mette in luce giustamente proprio quella che è la mia personale convinzione sull’effetto primario dell’abolizione della tariffa notarile. Ritiene l’autore dello scritto che “personalmente ho la sensazione che dopo la riforma non ci sia stato un aumento dei costi ma che si sia allargata la forbice tra le tariffe più elevate e quelle più basse”.
    Ritengo infatti che questa vittoria della legge del mercato sulle tariffe notarili abbia creato diversità tra cittadino e cittadino di fronte al Notaio, a seconda della specifica “forza contrattuale” del cliente. Grazie alla libertà della determinazione dell’onorario può succedere che il cliente che si trovi in una posizione di forza, perché magari è un antico cliente dello studio che il Notaio vuole conservarsi in futuro, riesca ad ottenere un trattamento preferenziale, mentre il cittadino qualsiasi che non ha motivi di mettere sul tavolo una specifica forza contrattuale possa trovare una maggiore resistenza da parte del Notaio alle sue lacrimevoli implorazioni per il tradizionale “sconto”.
    L’abolizione della tariffa è andata, a mio avviso, a solo vantaggio delle grandi aziende, delle banche o dei grandi studi legali, che si rivolgono frequentemente al singolo Notaio, mentre i clienti occasionali, che mai più nella vita si rivolgeranno a un notaio, possono essere penalizzati dall’abolizione delle tariffe.
    La libera contrattazione dell’onorario notarile ha creato, secondo la mia esperienza, figli e figliastri, e a nulla vale il pellegrinaggio che il cliente possa compiere da notaio a notaio, che gli potrà servire sicuramente ad ottenere uno sconto di 50 euro, ma che non lo compenserà dalla fatica di aver dovuto esporre il suo caso una dozzina di volte in altrettanti studi notarili.

    Tariffa notarile, prodotto sicuro a prezzo fisso

    Ciò di cui ci si è totalmente dimenticato al momento della discussione dell’abolizione della tariffa notarile è che essa era una tutela del pubblico, non uno strumento di esosità nei confronti del cittadino-vittima. A differenza infatti di tutte le altre tariffe professionali la tariffa notarile non si limitava a contemplare solo un “minimo” ma anche un “massimo”, con forbice ristrettissima che dava la garanzia a tutti di ottenere un prodotto sicuro ad un certo prezzo determinato, in qualsiasi parte d’Italia ci si trovasse, da Aosta fino a Lampedusa.
    Come mi sembra anche giusto, perché essendo il Notaio non solo libero professionista ma anche un pubblico ufficiale che svolge una funzione dello Stato, era corretto che lo Stato tutelasse i cittadini precisando loro preventivamente quanto quel servizio concesso in “appalto” a dei pubblici ufficiali gli sarebbe costato. Ora non è più così. Perché la legge di mercato tanto invocata è inesorabile. I costi sono quelli, fissi, determinati e l’attività lavorativa e di impresa va pagata, sicché se il Notaio cede alla forza contrattuale di qualcuno, non c’è dubbio che quanto perso deve essere recuperato da qualcun altro.
    Il prezzo imposto era dunque garanzia di legalità, di trasparenza, di correttezza.
    Ritornando all’esempio che ha dato spunto a questo nostro scritto, un cliente che avesse ritenuto, durante la vigenza della tariffa notarile, di aver pagato troppo per un atto (come ad esempio il lettore dell’articolo sopra citato) avrebbe avuto ben ferrei sistemi per accontentare la sua perplessità, perché il Consiglio Notarile da lui interpellato, avrebbe avuto il dovere di verificare la parcella notarile richiamando alla norma il notaio che avesse ecceduto nel conteggio.
    Ora non è più così, il cliente che ritiene di aver pagato troppo non ha che una strada: lamentarsi sul blog di un amico

    notaio Massimo d’Ambrosio – Pescara

    La tariffa notarile, prodotto sicuro a prezzo fisso ultima modifica: 2014-06-25T20:47:57+00:00 da notaio



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