• I testamenti speciali: epidemia, calamità, infortuni, navi, aerei, militari

    testamenti specialiQuando una persona pensa di fare testamento, normalmente ha in testa le due forme principali e più ricorrenti nella prassi ovvero quella del testamento pubblico e del testamento olografo. Il primo è un atto notarile vero e proprio, il secondo è scritto tutto di pugno dal testatore, il quale potrà anche decidere di lasciarlo in deposito da un notaio per evitare brutte sorprese, come nel caso di sottrazione o smarrimento dello stesso.

    In realtà sin dal codice civile del 1865, il legislatore ha previsto delle forme speciali di testamento. Non auguriamo a nessuno di trovarsi nel bel mezzo di una epidemia di peste o su una nave che sta affondando, ma in questi casi la legge ammette il ricorso ad una di queste forme speciali, proprio perché non ci si può avvalere di quelle ordinarie. Se è proprio vero che non tutti i mali vengono per nuocere, chi dovesse trovarsi su una nave o un aereo in avaria può legittimamente chiedere al comandante di ricevere il suo testamento così non solo avrà risolto le sue vicende successorie ma avrà anche risparmiato la parcella del notaio!

    A parte questa nota di colore, è interessante sapere che il legislatore ha disciplinato dettagliatamente queste ipotesi che, pur sembrando quasi fantascientifiche, in condizioni di particolare calamità potranno effettivamente risultare utili. Proprio l’esigenza di garantire il diritto a disporre del proprio patrimonio anche in situazioni eccezionali giustifica la limitata efficacia temporale di questi testamenti, in quanto di norma si prevede che decadano decorsi tre mesi dalla cessazione della causa straordinaria che ne aveva giustificato la redazione.  Ma precisamente in quali casi è possibile ricorrere ad un testamento speciale?

     Testamento in caso di epidemia, calamità pubbliche, infortuni

    Il testatore può ricorrervi solo ove si trovi in un luogo dove è diffusa una malattia reputata contagiosa (non si pensi solo alla peste di manzoniana memoria o alla epidemia di spagnola ai tempi della Grande Guerra, ma anche, ad esempio, al caso più recente della SARS), o per causa di pubblica calamità o d’infortunio, e con quest’ultimo intendendosi una qualsiasi causa eccezionale che riguardi personalmente il testatore mettendolo in pericolo di vita, ipotesi tali da impedirgli di ricorrere alle forme ordinarie.

    In questi casi il testamento può essere ricevuto non solo dal notaio ma anche dal giudice di pace del luogo, dal sindaco o da chi ne fa le veci, o da un ministro di culto non per forza cattolico, purché siano presenti due testimoni di età non inferiore a sedici anni. Chi riceve il testamento si occupa anche di redigerlo e di sottoscriverlo insieme al testatore e ai testimoni; se questi o il testatore non possono sottoscrivere se ne indica la causa nel testamento.

    Come già anticipato l’eccezionalità di questa forma di testamento ne limita l’efficacia a tre mesi dopo la cessazione della causa che ha impedito il ricorso alle forme ordinarie. Nel malaugurato caso in cui medio tempore il testatore dovesse morire, chi ha redatto il testamento speciale deve recarsi all’archivio notarile competente e depositarlo lì non appena possibile.

    Testamento a bordo di nave o aereo

    Chi parte per una crociera penserà sicuramente a rilassarsi e a godersi la vacanza, ma deve sapere che ha la possibilità, durante il viaggio in mare, di chiedere al comandante di ricevere il suo testamento. Allo stesso modo, anche il comandante può chiedere al suo “secondo” di ricevere il proprio.

    Non solo i passeggeri ma anche i membri dell’equipaggio e eventuali clandestini possono ricorrervi. Il testamento dovrà essere redatto in doppio originale sempre alla presenza di due testimoni e sottoscritto dal testatore, dai testi e dal comandante che lo ha ricevuto. Anche in questo caso se il testatore o i testimoni non possono sottoscrivere si dovrà indicare il motivo che glielo ha impedito. Se manca la firma del testatore e non ne è indicato il motivo il testamento è irrimediabilmente nullo. Durante la navigazione, il testamento sarà conservato dal comandante tra i documenti di bordo e annotato sul giornale di bordo.

    Se il primo porto d’approdo è estero e vi sia un’autorità consolare, il comandante deve lì consegnare uno degli originali e una copia dell’annotazione fatta sul giornale di bordo. Se la nave fa ritorno in Italia, i due originali o quello non depositato durante il viaggio, devono essere consegnati alle autorità marittime insieme alla copia della predetta annotazione.

    L’autorità marittima o consolare locale deve redigere verbale di consegna del testamento e trasmettere il verbale e gli atti ricevuti al Ministero competente il quale ordina poi il deposito di uno degli originali nel suo archivio e trasmette l’altro all’archivio notarile del luogo del domicilio del testatore.

    Tutto quanto detto, vale anche per il testamento ricevuto a bordo di un aereo dal proprio comandante. In questo caso, però, si ammette che possa assistervi anche un solo testimone se non sia possibile trovarne un secondo. In entrambi le ipotesi resta l’efficacia temporanea e il testamento fatto durante il viaggio decade decorsi tre mesi dopo lo sbarco o l’atterraggio del testatore in luogo in cui è possibile fare testamento nelle forme ordinarie.

    Testamento dei militari o assimilati

    Dopo la seconda guerra mondiale, l’Italia vive un periodo di pace che si spera possa durare per sempre. È noto però che i nostri militari, anche nel rispetto degli obblighi internazionali che lo Stato ha assunto, vengono sempre più impegnati in missioni belliche fuori dai confini nazionali.

    In questi casi, i militari e le persone al seguito delle forze armate che si trovino in zona di operazioni belliche o, ancora peggio, siano prigionieri del nemico, e anche coloro che sono acquartierati o di presidio fuori dallo Stato o in luoghi dove siano interrotte le comunicazioni possono ricorrere a questa forma speciale di testamento.

    In queste particolari ipotesi, la legge prevede che il testamento possa essere ricevuto da un ufficiale o da un cappellano militare o da un ufficiale della Croce Rossa sempre alla presenza di due testimoni. Deve essere sottoscritto dal testatore, dai testi e da chi lo ha ricevuto e se il testatore o i testi non possono sottoscrivere se ne deve indicare la causa. Il testamento deve al più presto trasmesso al quartier generale e da lì al Ministero competente, che ne ordina il deposito nell’archivio notarile del luogo del domicilio del testatore.

    Anche in questo caso, decorsi tre mesi dal ritorno del testatore in un luogo ove è possibile fare testamento nelle forme ordinarie, quello speciale diviene inefficace.

    Scadenza temporale dei testamenti speciali

    Queste fattispecie, come detto, sorgono dall’esigenza di permettere al testatore che si trovi in situazioni eccezionali di disporre del proprio patrimonio per testamento anche quando non gli sia possibile ricorrere ad un notaio e non sia in grado di redigere un olografo. Sono ipotesi eccezionali che giustificano non solo la deroga ai rigidi formalismi richiesti nei casi ordinari ma anche l’efficacia temporanea di questi testamenti speciali, ragion per cui decorso un trimestre dalla cessazione della causa che ha impedito il ricorso alle forme ordinarie, il testatore, se vorrà, dovrà ricorrere al testamento per atto di notaio o a quello olografo.

    Notaio Massimo d’Ambrosio

     

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    I testamenti speciali: epidemia, calamità, infortuni, navi, aerei, militari ultima modifica: 2019-04-29T10:15:55+02:00 da notaio



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