• Testamento e capacità di intendere e volere – Video

    testamentoIl notaio d’Ambrosio nel video apparso sul suo canale Youtube, nella sua playlist “Stipulare informati” traendo spunto da un caso di cronaca che ha coinvolto un notaio, tratta del testamento e della capacità d’intendere e volere. Oggi, con pochi soldi è possibile disporre del proprio patrimonio per il tempo in cui si cesserà di vivere, facendo testamento. Mentre in passato era strumento molto utilizzato, ormai essendo legato indissolubilmente al concetto di morte, il testamento sembra essere argomento tabù, tanto che capita sempre più spesso che le uniche persone interessate a far testamento siano anziani, malati o soggetti alla vigilia di operazioni molto rischiose. Si pone, quindi, il problema di valutare, al momento della redazione del testamento, la loro capacità d’intendere e volere.

    L’ordinamento, fidandosi del notaio, ha rimesso a questi tale valutazione che non potrà che esser fatta con esclusivo riferimento al momento della redazione del testamento. Il notaio parlando con il testatore, potrà capire se questi sia capace o meno, prendendo una scelta autonoma che non potrà essere sindacata a distanza di anni, per il solo fatto che si scopra una cartella clinica che dimostrava l’infermità del testatore all’epoca dei fatti.

    Il problema vero è che pare sia venuta meno la fiducia nel notaio, tanto che, come nel caso di cronaca di cui si parla in apertura, si confonde l’attività di adeguamento della volontà testamentaria in termini giuridici con quella volta a influenzare il contenuto del testamento stesso.

    Se, quindi, viene meno la fiducia nel notaio, quali rimedi prendere? In primo luogo, ci si auspica che si torni all’antico, fidandosi del notaio, sanzionando i rari casi di evidente corruzione. Solo il notaio può valutare a pieno la capacità del testatore nel momento puntuale della redazione del testamento.

    In secondo luogo, si potrebbe propendere per l’abolizione del testamento pubblico. In questo modo resterebbero solo i testamenti olografi, dove viene meno il ruolo del notaio ma il rischio che si corre è quello di aprire una serie infinita di contenziosi pluridecennali sul contenuto e l’interpretazione della volontà testamentaria per la sola gioia degli avvocati.

    Terza ipotesi, è quella di introdurre una certificazione oggettiva, come quella medica. Oggi, se il notaio richiede la certificazione, è come se ammettesse il dubbio sulla capacità d’intendere e volere del testatore. Dando valore legale alla certificazione medica, verrebbe meno la valutazione soggettiva del notaio, lasciandola all’analisi di esperti del settore. Potrebbe anche propendersi – ipotesi ovviamente umoristica e provocatoria –  per l’introduzione di una prova psico-attitudinale all’esito della quale valutare la capacità di testare, purché si esca da questa empasse secondo la quale il testamento pubblico viene trattato come un olografo. Ciò non fa altro che mettere in difficoltà il notaio, esponendolo al rischio sempre maggiore che la sua valutazione venga impugnata in giudizio.

    In tal senso, non può che sostenersi quella giurisprudenza che ricollega l’erronea valutazione compiuta dal notaio sulla capacità di testare ad una ipotesi di errore scusabile e non ad un atto doloso. Seguendo tale ricostruzione, dimostrata l’incapacità del testatore all’epoca dei fatti, si arriverebbe ad invalidare il testamento, ma senza imputare colpe al notaio che non è un medico ed ha solo commesso un errore in buona fede.

    Queste e molte altre considerazioni vi vengono spiegate in dettaglio dal notaio Massimo d’Ambrosio nel suo video che potete visionare qui di seguito. Se lo trovate interessante non mancate di tenervi informati sulle novità video del notaio Massimo d’Ambrosio iscrivendovi al suo canale Youtube!

    Notaio Massimo d’Ambrosio

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    Testamento e capacità di intendere e volere – Video ultima modifica: 2018-11-03T12:57:17+00:00 da notaio



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