• La trascrizione dell’ accettazione tacita – Le ultime novità

    massimo-d-ambrosio-notaio-accettazione tacitaIl precedente articolo

    – Abbiamo già trattato in questo blog le motivazioni della necessità della trascrizione dell’ accettazione tacita di eredità ogni qualvolta un erede compia un atto (come può essere la vendita di un bene ereditario) che comporti implicitamente la volontà di accettazione. Presuppongo che lo abbiate letto, in quanto il presente articolo costituisce un suo aggiornamento.
    L’obbligo della trascrizione dell’ accettazione tacita costituisce giustamente un problema a volte spinoso nei nostri uffici notarili perché, di fatto, contrasta con la precedente prassi pluridecennale secondo la quale la trascrizione dell’ accettazione tacita era un onere, e non un obbligo, ed i costi relativi erano a carico di chi riteneva nel suo interesse eseguire la trascrizione, e cioè l’acquirente, o l’avente causa dall’erede, o altro successivo sub acquirente.

    Le novità sulla accettazione tacita

    Nel precedente scritto, di quasi tre anni, fa riferivo della prassi di accontentarsi della trascrizione della denuncia di successione.
    Ahimè, ora non è più così, e si è affermata la regola che la trascrizione dell’ accettazione tacita è sempre un obbligo per il notaio, in quanto l’art. 2672 c.c. dispone l’obbligatorietà della trascrizione per tutti gli atti soggetti a trascrizione. E dalla obbligatorietà nasce anche il carico di carattere economico sul venditore, perché deve sopportarne i costi colui che compie un dovere previsto dalla legge.
    Avrete notato, leggendo il mio precedente articolo, che il sottoscritto rappresentava anche l’alternativa della trascrizione della denuncia di successione, la quale, anche se compiuta per motivi fiscali, è sempre un atto di pubblicità giuridica. La attuale opinione afferma che così non può più essere, perché nella dichiarazione di successione manca l’elemento della volontà di accettare, sicché la pubblicità non è sufficiente a raggiungere l’effetto civilistico della continuità delle trascrizioni di cui ho riferito nel mio precedente scritto.

    La legge, la giurisprudenza e le circolari

    Il sottoscritto conserva delle perplessità perché si rende pienamente conto dell’imbarazzo dell’erede, o addirittura dell’avente causa dell’erede, nel pagare obtorto collo una somma di denaro per motivi di cui non si rende conto, e che percepisce estranei a sé. Spesso il venditore paga estremamente insoddisfatto, convinto di aver subito un sopruso, magari a copertura di altri notai precedenti, o dello stesso notaio rogante, che anni prima aveva stipulato lo stesso atto senza richiedere alcun pagamento.
    Ritengo addirittura che dietro questo revirement in senso rigoristico vi siano occultamente le banche pronte a mettere il loro massiccio peso economico sul piatto per una loro maggior tutela, chiedendo adempimenti che, in fondo, non pagano loro.
    Ma qui entriamo in valutazioni personali che un notaio non deve avere la tentazione di esprimere, perché il notaio deve obbedire alle disposizioni vincolanti. Tutt’al più, per conoscere la mia opinione, vi rinvio allo scritto del collega Notaio Minniti, forse di non agevole lettura per i non addetti ai lavori, ma che rispecchia anche il mio pensiero.
    Orbene, le fonti in base alle quali anche la trascrizione della denuncia di successione non esonererebbe dall’obbligo della trascrizione dell’accettazione tacita di eredità, sono costituite secondo la nuova interpretazione innanzitutto dall’art. 5, comma 2 delle Disposizioni concernenti le imposte ipotecarie e catastali, di cui al D.Lgs. 347/1990, che stabilisce come la trascrizione della denuncia di successione “è prevista limitatamente agli effetti fiscali stabiliti dal presente Testo Unico e non costituisce trascrizione degli acquisti a causa di morte degli immobili e dei diritti reali immobiliari compresi nella successione”.
    Poi la Corte di Cassazione che si è pronunciata più volte, e con sentenza n. 5135/1987 ha precisato ad esempio che “la circostanza che gli eredi del terzo abbiano trascritto a proprio favore la denuncia di successione … ed ottenuto le volture catastali a proprio nome, non costituendo tali operazioni fatti idonei a determinare il trasferimento della proprietà non rappresentano titolo idoneo per il trasferimento del diritto di proprietà sul bene oggetto della dichiarazione di successione”.
    Principio ribadito dall’Amministrazione finanziaria con la circolare ministeriale n. 37/1991, e con la Risoluzione dell’Agenzia dell’Entrate n. 52/2009, documenti tutti nei quali viene evidenziato che la trascrizione della dichiarazione di successione non costituisce titolo pubblicitario degli acquisti a causa di morte, né elemento di continuità delle trascrizioni.

    Le disposizioni del Consiglio Nazionale del Notariato

    Il Consiglio Nazionale del Notariato a questo punto non poteva non prendere atto delle interpretazioni più rigoriste, e ha emesso un documento (protocollo n. 8) che dispone vincolativamente per i notai quanto segue: “il notaio richiesto di stipulare un atto, avente per oggetto immobili di provenienza successoria, che comporti accettazione tacita di eredità, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 476 c.c. (qualora non trova già trascritta una precedente accettazione espressa o tacita) è tenuto anche a curare la trascrizione dell’intervenuta accettazione di eredità in ottemperanza al disposto dell’art. 2648 c.c.”.
    E i commentatori alla regola, ripeto, vincolante per i notai, hanno ulteriormente precisato che per l’adempimento a cui è tenuto il notaio non può essere accettata la trascrizione della denuncia di successione, che ha finalità esclusivamente fiscali ai sensi del citato art. 5 comma 2, del D.Lgs. 31 ottobre 1990 n. 347 .
    La questione è quindi definitivamente chiusa, salvo nuove disposizioni legislative o nuove interpretazioni giurisprudenziali che comportino la modifica delle disposizioni del Consiglio Nazionale del Notariato. Evenienza che non è immaginabile nel prossimo futuro .
    Non ve la prendete dunque col vostro notaio se egli vi chiederà sempre e comunque il pagamento delle spese per la trascrizione dell’ accettazione tacita quando vendete un immobile derivante da una successione a seguito della quale non risulta in precedenza trascritto nessun atto di accettazione (e cioè nel 100% dei casi visto l’orientamento contrario precedente). Il notaio è innocente!

    La dispensa dalla trascrizione della accettazione tacita

    Il Consiglio Nazionale del Notariato lascia però aperto un piccolo spiraglio. Prosegue più oltre nella regola che vi ho riportato dicendo che “il notaio può omettere la trascrizione dell’accettazione tacita di eredità qualora consti la espressa dispensa delle parti; in presenza di detta dispensa, la circostanza che nei passaggi “pregressi” vi siano “acquisti mortis causa” non trascritti, e che tale difetto è inoltre conosciuto dalle parti (ed in particolare dalla parte cessionaria), dovrà risultare dall’atto e dalla nota di trascrizione del medesimo (mediante menzione nel quadro D)”.
    L’ammissibilità delle dispensa (che, a mio modesto avviso, tra l’altro, contraddice il principio della necessarietà e della obbligatorietà) sarà però di difficile attuazione pratica, perché il notaio ha l’obbligo professionale di informare le parti sui possibili rischi della mancanza di trascrizione dell’accettazione tacita. E quale acquirente consentirà a dispensare il notaio per iscritto dal compiere un adempimento il cui costo è a carico dell’altra parte?

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    La trascrizione dell’ accettazione tacita – Le ultime novità ultima modifica: 2016-09-19T19:53:42+00:00 da notaio
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    Categoria: Info e novità immobiliari

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    42 Commenti su “La trascrizione dell’ accettazione tacita – Le ultime novità

    • Barbara07 ha detto:

      Buongiorno dott.Massimo D’ambrosio,Mio suocero a febbraio ci ha donato la casa dove io e mio marito viviamo da circa vent’anni ,mio marito è figlio unico perchè orfano di madre da circa trent’anni,il problema è che noi volevamo ristrutturare casa e non possiamo prendere un mutuo per via della donazione, ho letto della donazione sicura e vorrei più informazzione:1 possiamo anche noi fare l’assicurazzione su casa,2 dopo possiamo chiedere un mutuo di 50,000 euro per la ristrutturazzione 3 può dirmi quali banche aderiscono a donazzione sicura la ringrazzio e le auguro una buona giornata.

      • notaio ha detto:

        Innanzitutto ci sono banche che non creano problemi per la provenienza donativa, anche se poche. Prima della crisi non ci badava nessuno. Per quanto riguarda le banche che accettano la assicurazione di cui ho parlato in un altro articolo in questo blog occorre chiedere direttamente all’assicuratore.

    • nunodomes ha detto:

      Buongiorno egregio notaio,
      non ho capito se la trascrizione della accettazione tacita di eredità è relativa a un singolo immobile, e quindi va ripetuta ogniqualvolta si vada a vendere un bene facente parte del patrimonio ereditato, o se deve essere eseguita solo alla prima vendita, essendo essa valida per l’intera eredità. La ringrazio anticipatamente per il chiarimento.

      • notaio ha detto:

        La accettazione tacita vale per l’intero asse ereditario. Normalmente si trascrive solo sull’immobile oggetto della vendita per limitare i costi. Se invece vuole che risulti anche su altri beni deve chiederlo al notaio, che curerà la trascrizione sull’intero asse ereditario. Ovviamente dovrà pagare le spese ulteriori.

    • antbor ha detto:

      Salve Dott. D’ambrosio
      Ho ereditato parte dell’immobile al 50 % con mio fratello.
      oltre 20 anni fa ho acquistato il 50% da mio fratello. in quella data il notaio rogitante non ha richiesto l’accettazione tacita dell’eredità.
      ora essendo trascorsi oltre 20 anni dall’ultimo atto di compravendita, è comunque necessaria questa registrazione?
      Grazie

    • Juls ha detto:

      Buongiorno, la trascrizione della accettazione è necessaria anche in caso di scioglimento della comunione dei beni ereditati? Grazie

    • Riccardo Onali ha detto:

      Buonasera notaio,
      vorrei chiederle se ad oggi, dovendo vendere un immobile avuto in eredità, avendo fatto regolare dichiarazione di successione trascritta ed essendo passati 26 anni dalla morte del de cuius, è necessario che venga fatta la trascrizione dell’accettazione tacita o essendo passati più di 20 anni dalla morte del de cuius non risulta necessaria. La ringrazio in anticipo. Riccardo

      • notaio ha detto:

        No, essendo la mancanza dell’accettazione tacita una lesione del principio di continuità il decorso dei 20 anni la rende superflua.

        • Riccardo Onali ha detto:

          Perfetto, grazie mille. Riccardo

        • gaetano ha detto:

          Gent. notaio D’Ambrosio sono finalmente riuscito ad accedere al suo blog. Mi scuso per il ritardo. In prosecuzione alla risposta da Lei fornitami su facebook vorrei chiederle in merito al quesito relativo alla accettazione richiestami dal notaio anche per la successione di mio padre ( maggio 1996): obbiettando il decorso dei 20 anni, come lei ha ben indicato, al notaio in presso il quale dovremo stipulare l’atto martedi prossimo, (scelto e pagato dagli acquirenti) costei mi ha ribadito che in mancanza di trascrizione dell’accettazione e, quindi di continuita’ della stessa, non sarei titolare del bene da vendere e dunque non potrei trasferirlo. Peraltro io abito nell’immobile da piu’ di 50 anni. Ora il mio timore e’ che avendo stipulato il preliminare 15 mesi fa ed avendo posto come termine essenziale per la stipula del definitivo il 20/01/2017; se mi rifiutassi di accettare l’eredita’ della prima successione ( 1996) sarei INADEMPIENTE rispetto al contratto preliminare? Secondo lei come mi dovrei comportare. Ringraziandola anticipatamente.
          Gaetano

    • Alessandro Sinagra ha detto:

      Egr. Dott D’Ambrosio,
      nel mese di Luglio del 2015, mia madre e un’altra persona hanno ereditato per testamento olografo due immobili (appartamento + box auto). Oggi si è sul punto di venderli a terzi e il suo collega che sta curando la pratica ha richiesto a noi venditori l’accettazione tacita di eredità, a garanzia dell’acquisto del compratore. Inoltre, poiché nelle due successioni precedenti, entrambi “mortis causa”, non è stata registrata, e pagata, il notaio ci ha OBBLIGATO, per portare a termine la compravendita, a regolarizzare (e pagare) le due accettazioni di cui sopra. Le chiedo se siamo realmente obbligati a pagare per ben 3 accettazioni, o è sufficiente provvedere a regolarizzare la trascrizione dell’accettazione tacita di nostra pertinenza.
      Grazie per l’attenzione.
      Distinti saluti
      Alessandro Sinagra

    • Kurtz ha detto:

      Buonasera notaio,
      Vorrei chiederle una delucidazione. Ho acquistato casa nel 2010 da un costruttore.
      Oggi sto vendendo casa e mi viene richiesto dal notaio dell’acquirente le accettazioni tacite di eredità, ma che non sono presenti nel mio rogito.
      Come mi devo comportare?
      Grazie mille

      • notaio ha detto:

        Probabilmente il costruttore aveva acquistato l’immobile da persone che, a loro volta, l’avevano ereditato. Il suo è un caso molto antipatico perchè effettivamente lei non ha nessun rapporto con queste persone. Provi a dire al notaio di volerlo esonerare da questi adempimenti, se è d’accordo l’acquirente si può fare. Diversamente non resta che pagare.

    • donatone ha detto:

      Gent.mo notaio,
      devo chiedere copia di una compravendita a un suo collega, che allepoca chiese ai venditori un extra per l’accettazione di eredità, a questo punto mi basta la copia dell’atto perchè l’accettazione è una formula verbale scritta all’interno oppure l’evidenza di tale incombente emerge solo dalle 2 note di trascrizione contro ( defunta da cui si è ereditato il bene e venditori ) ?
      Da ultimo mi conferma che in caso di vendita di altro bene immobile ereditato, bisognerà nuovamente fare l’accettazione tacita ,non essendo bastevole quella fatta a suo tempo per l’altro immobile venduto ?
      Grazie
      Donatone

      • notaio ha detto:

        Nell’atto il notaio scrive che c’è la necessità della trascrizione della accettazione, che i venditori lo incaricano di trascrivere, e poi dopo trascrive. Certo, per vedere se l’ha trascritta occorre fare una visura. Si, per un altro bene, altra trascrizione. Se ci sono più beni è conveniente fare all’inizio una accettazione espressa che vale per tutti.

    • Daniele Ciocca ha detto:

      Salve Dottore, si sente parlare del termine dei vent’anni …
      Caso specifico, mia moglie ha ricevuto immobili in successione dal padre deceduto il 4 maggio 1997:
      1) se vende rogitando dal 5.5 2017 in avanti deve fare l’accettazione ?
      2) il fatto di aver già venduto in precedenza dei beni ricevuti con la stessa successione (accettazione mi pare non richiesta all’epoca) ha un significato ?
      Grazie
      Daniele

      • notaio ha detto:

        Le finalità della trascrizione quale saldatura della continuità logicamente conduce al termine ventennale. Non di più. Quanto al passato… nei miei due articoli ho cercato di esprimere la sempre crescente severità interpretativa sulla questione. Si sarà pure capito che sono personalmente perplesso sulle interpretazioni restrittive, ma indubbiamente ora le fonti normative e giurisprudenziali sono un catenaccio che non si può forzare.

        • suxsandro ha detto:

          Salve Dott. D’ambrosio
          Io ho ereditato da mio padre una porzione di abitazione che a sua volta lui aveva ereditato a seguito del decesso della propria moglie per il 50% dell’immobile.
          nel 2005 ho acquistato avendo regolarizzato la successione la porzione restante dell’appartamento dagli altri eredi.
          Oggi sto producendo i documenti necessari per fare una surroga del mutuo e mi è stato detto che devo pagare la trascrizione dell’accettazione dell’eredità che nessuno aveva trascritto prima.
          Vorrei sapere se il notaio che ha stipulato l’atto nel 2005 avrebbe avuto l’obbligo di effettuare la trascrizione oppure no vi sto il costo salato addebitatoci in relazione al suddetto atto e le preciso che non ci ha assolutamente detto nulla sulla trascrizione in questione.
          Grazie per la cortese risposta che attendo con ansia

          • notaio ha detto:

            Nel 2005 non si riteneva affatto necessario procedere alla trascrizione dell’accettazione tacita di eredità. Era considerato un onere e non un obbligo e molti notai ne facevano a meno per evitare al cliente un inutile aggravio di costi. Purtroppo, alla luce delle recenti circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e delle Direttive del Consiglio Nazionale del Notariato, oggi non è più così. Se vuole ottenere la surroga non le resta che trascrivere l’accettazione di eredità.

    • matteo ha detto:

      Buongiorno. Nel 2013 ho acquistato presso i miei parenti un immobile di cui detenevo già una piccola parte per eredità. Nella compravendita è stata trascritta solo l’accettazione tacita di eredità dei miei parenti ma non la mia. Oggi sto surrogando e sono in stallo proprio per la mancanza della mia accettazione tacita di eredità. Come è possibile che una semplice surroga implichi nuove richeste? Tra l’altro il notaio a cui la banca ha affidato la pratica richiede un onorario talmente alto che praticamente annulla la convenienza della surroga. Potrei richiedere un notaio di mia fiducia oppure il fatto che abbia già impostato la pratica con la banca (relazione notarile preliminare) implica il suo pagamento?

      • notaio ha detto:

        La “semplice surroga”, nonostante le notizie mediatico-giornalistiche è un nuovo mutuo a tutti gli effetti, solo che utilizza la vecchia ipoteca. Quindi la banca può chiedere quello che vuole. Altra differenza col normale mutuo è che i costi vengono pagati dalla banca, e quindi la banca ha il diritto di scegliersi il notaio. Ecco quindi che non capisco il problema dell’onorario notarile…..

    • fra83 ha detto:

      Buongiorno
      Mi accingo ad acquistare un immobile proveniente da regolare rogito effettuato lo scorso anno con accettazione tacita effettuata in forza nell’atto.
      Oggi da verifiche manca comunque la continuità delle trascrizioni nel ventennio, e i due soggetti che dovevano fare la trascrizione sono entrambi defunti, la domanda è questa come fà l’attuale proprietario a sanare la situazione e a vendermi l’immobile?

      • notaio ha detto:

        Nessun problema. L’accettazione tacita non è una espressa dichiarazione di volontà che gli eredi devono manifestare davanti al notaio (come lo è l’accettazione espressa), ma si verifica nel momento stesso in cui gli eredi compiono un atto dispositivo che non avrebbero potuto compiere se non in qualità di eredi, quindi è automatica. La trascrizione dell’accettazione tacita di eredità viene eseguita infatti con l’atto con il quale gli eredi hanno accettato l’eredità ossia l’atto con il quale gli stessi hanno alienato il bene ereditario e può essere sanata anche in un successivo momento ed indipendentemente da successivi avvenimenti.

    • lois ha detto:

      Egr. Dr. D’Ambrosio
      nel ’77, aperta la successione, ho ereditato con accettazione tacita un viale sul quale oggi vorrei si dichiarasse giudizialmente l’inesistenza di pesi e servitù. Per esercitare il mio diritto davanti a un giudice e provare di essere proprietaria è sufficiente una nota e trascrizione della successione del 2014 o è ancora necessaria la trascrizione dell’accettazione tacita, considerando il decorso di 40 anni dalla stessa?
      Anticipatamente La ringrazio.

      • notaio ha detto:

        Se a suo tempo, nel 77, hai fatto la denuncia di successione, e hai pagato le tasse, dopo 40 anni non ritengo necessario null’altro per provare che sei proprietaria. Se venissi da me a vendere non avrei problemi a stipulare. A meno che qualcuno si oppone, ma allora bisogna vedere quali sono le argomentazioni della opposizione per decidere se conviene. Noto però diverse contraddizioni nella tua esposizione: ad esempio, la successione è del 77 o del 2014? Devi far esaminare tutte le carte dal tuo notaio di fiducia.

    • lois ha detto:

      Ha ragione…la successione si è aperta nel 77, tuttavia solo nel 2014, proprio in vista della mia intenzione di iniziare un’azione giudiziaria per far dichiarare l’insistenza di servitù, mi è stato suggerito di regolarizzare la mia posizione ed ho molto tardivamente trascritto la successione. Mi chiedevo quindi se questa fosse da sè sola sufficiente a provare davanti a un giudice la mia proprietà o se, in vista di tali novità, anche dopo 40 anni si rendesse necessaria anche la trascrizione dell’accettazione tacita.

    • lois ha detto:

      Grazie mille per la Sua cortesia!

    • robertam ha detto:

      Buongiorno Sig. Notaio.
      Io dovrei acquistare un immobile da mia madre e relativi fratelli (in tutto 5) che hanno ricevuto in eredità l’abitazione, dai loro genitori ormai defunti, tramite successione.
      Si ha bisogno espressamente della trascrizione dell’ accettazione tacita per poter vendere l’immobile?
      Tenga presente che anche il terreno, dov’è stata costruita la casa, è stato ricevuto in eredità dai miei nonni.
      Ritengo la situazione sia molto complessa.

    • MichelaM ha detto:

      Buonasera Dott. D’Ambrosio,
      a breve dovrò fare un atto di compravendita immobiliare (sono la parte venditrice). La casa, di proprietà dei miei genitori, a seguito della mancanza di mia madre nel 2014, è stata ereditata da me, mio fratello e mio padre (per quote rispettivamente pari a 1/6, 1/6 e 4/6). L’agenzia immobiliare mi ha riferito di verificare la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità. Così io mi sono recata presso l’Agenzia delle Entrate che mi ha rilasciato gratuitamente l’ispezione ipotecaria dalla quale risulta chiaramente la trascrizione a favore degli eredi per atto a causa di morte. Ciò è sufficiente o è obbligatorio l’intervento del notaio per l’accertamento? Dove posso rinvenire tale obbligo? Ringrazio in anticipo e porgo distinti saluti.

      • notaio ha detto:

        Una cosa è la trascrizione della dichiarazione di successione, altra è la trascrizione dell’accettazione tacita di eredità. Verificate cosa è stato trascritto. La prima non ha valore ai fini della continuità delle trascrizioni nel ventennio, quindi non è sufficiente. Consideri che la trascrizione dell’accettazione di eredità si effettua solo con un atto ricevuto da un notaio (anche semplicemente in occasione della vendita) o dal cancelliere del Tribunale. Per quanto riguarda l’obbligo ho scritto dettagliatamente nei miei due articoli

    • giorgiovi ha detto:

      Salve, espongo brevemente il caso.
      Nel gennaio 2010 venne a mancare mia nonna (già vedova) e successivamente, nel gennaio 2011, venne aperta la successione con la dichiarazione di successione presso l’ufficio competente dell’agenzia delle entrate da parte degli aventi diritto (mio zio e mia madre). Ad oggi sono stati venduti quasi tutti gli immobili (pro quota indivisa) ereditati e ne rimangono soltanto due, il primo è stato promesso in vendita con regolare atto preliminare di vendita ed il secondo verrà successivamente compravenduto nella parte relativa al 50% in possesso di mio zio il quale venderà a mia madre che dunque diventerà piena proprietaria del secondo immobile.

      Con l’accettazione tacita è possibile trascrivere più di un immobile (si precisa che i due immobili sono nella stessa città)?
      In ultimo, la riflessione che viene spontanea è la seguente: se il legislatore ha specificato che la trascrizione è un onere perchè questo deve unicamente ricadere sull’erede che ha già effettuato regolare denunzia di successione presso l’ufficio competente e non anche sull’ufficio stesso, il quale avrebbe, a mio modesto avviso, dovuto registrare, contestualmente alle volture catastali l’accettazione di tutta l’eredità?
      insomma, mi sembra che per quanto sia possibile a mio avviso dovrebbe ritenersi opportuno esimere i notai da questo obbligo che dovrebbe ricadere sulle p.a. al momento della dichiarazione di successione.

      • notaio ha detto:

        La trascrizione dell’accettazione tacita può sicuramente riguardare anche più immobili. Quanto al suo secondo quesito, la trascrizione della denuncia di successione non viene presa in considerazione ai fini della continuità delle trascrizioni nel ventennio in quanto “avrebbe” solo valore fiscale. L’obbligo purtroppo grava sui notai ed i notai devono obbedire alle disposizioni vincolanti, indipendentemente dalle proprie valutazioni personali. Le mie, come leggerà nei miei scritti, sono chiare

    • AgenziaMiorin ha detto:

      Buongiorno notaio,
      Ho trascritto un pignoramento su di un immobile pervenuto per successione legittima.
      Ora l’avvocato mi chiede di trascrivere accettazione tacita di eredità a seguito di un atto con il quale l’erede (unico erede) ha venduto immobili situati in una provincia diversa pervenuti in forza della medesima successione.
      La conservatoria però non accetta la trascrizione perchè l’atto riguarda altri beni.
      E’ corretto?
      La ringrazio

      • notaio ha detto:

        La domanda è contraddittoria: se hai trascritto un pignoramento su beni ereditati… non sei l’erede. Ed è solo l’erede che può trascrivere l’accettazione di eredità. Non un terzo. Avendo comunque tu già pignorato il problema mi sembra inesistente: dovrebbe essere il debitore che in giudizio cerchi di dimostrare che non ha accettato l’eredità e i beni non sono suoi ma di altri. Tu a questo punto puoi esibire la vendita degli altri immobili siti in una altra provincia ma della stessa successione.

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