• Trasferimento di immobili per divorzio e per separazione

    i consigli del notaio per trasferimento di immobiliIn sede di separazione o divorzio sorge l’esigenza di regolare i rapporti patrimoniali tra i coniugi, quali, soprattutto, il mantenimento al coniuge debole e il mantenimento dei figli (maggiorenni o minorenni), e, sempre più spesso, si prevede altresì il trasferimento di beni immobili tra coniugi, in primis della casa coniugale.

    Solitamente la casa coniugale, ossia l’immobile dove i coniugi hanno stabilito la dimora stabile della famiglia, viene assegnata al coniuge avente il collocamento prevalente dei figli, nel preminente interesse della prole, e in questa previsione spesso le parti pattuiscono, di solito a titolo di alternativa alla assegnazione della casa e al pagamento di una somma mensile (che potrebbero essere disposti dal giudice in caso di separazione contenziosa) il trasferimento una-tantum della proprietà di un immobile o della quota di proprietà ad uno dei coniugi .

    Si è in presenza di veri e propri contratti consensuali che si perfezionano con la volontà delle parti contrattuali, ma una loro caratteristica è data dal fatto che questo tipo di accordo è subordinato all’omologazione del tribunale (poichè si tratta di condizioni e patti relativi alla separazione e al divorzio occorre sempre l’omologazione).

    Sono infatti pienamente valide le clausole dell’accordo di separazione che riconoscono ad uno o ad entrambi i coniugi la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili, o che ne prevedano il trasferimento a favore di uno di essi al fine di assicurarne il mantenimento. Ed è anche valida la clausola contenuta nella domanda di separazione consensuale con la quale viene previsto l’impegno dei coniugi a compiere trasferimenti immobiliari successivi al decreto di omologa.

    Perchè bisogna andare dal notaio

    Una volta omologato l’accordo occorre andare dal notaio per la stipula del trasferimento con la copia autentica del provvedimento di omologazione necessaria per effettuare il rogito.

    Da ricordare che l’intervento del notaio è necessario perchè, pur essendo astrattamente idoneo il potere del Giudice di operare un passaggio di proprietà, il decreto che lo disporrebbe non può avere tutti i requisiti sia formali che sostanziali necessari per legge, sicchè il verbale di udienza di omologazione, qualsiasi sia la terminologia usata, è da considerare un rinvio obbligatorio al ministero del notaio.

    La crisi del mercato immobiliare e le agevolazioni fiscali dei trasferimenti immobiliari posti in essere in sede di separazione e divorzio, hanno poi favorito  l’utilizzo di tale sede per la divisione dei patrimoni comuni, e spesso si rivela anche essere un buon strumento di soluzione del conflitto coniugale, in quanto finalizzato ad agevolare e promuovere, in breve tempo, una soluzione idonea.

    Si applica infatti l’articolo 19 della legge 6 marzo 1987 n. 74, il quale dispone che “tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ….. sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa”. Come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate del 21 giugno 2012 n. 27 e ribadito dalla circolare n. 2/E del 21 febbraio 2014, tali disposizioni di favore si riferiscono a tutti gli atti, documenti e provvedimenti, compresi i trasferimenti immobiliari, che i coniugi pongono in essere nell’intento di regolare i rapporti giuridici ed economici relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso (purchè omologati).

    Altra circolare, la n. 18 del 29 maggio 2013, prevede inoltre che l’esenzione recata dal citato articolo 19 della legge n. 74 del 1987 deve ritenersi applicabile, oltre che agli accordi di natura patrimoniale riferibili direttamente ai coniugi, anche ad accordi aventi ad oggetto disposizioni negoziali in favore dei figli, a condizione che il testo dell’accordo omologato dal tribunale, al fine di garantire la certezza del diritto, preveda esplicitamente che l’accordo patrimoniale a beneficio dei figli, contenuto nello stesso, sia elemento funzionale e indispensabile ai fini della risoluzione della crisi coniugale.

    notaio Massimo d’Ambrosio

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     il trasferimento di immobili nei divorzi

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    Trasferimento di immobili per divorzio e per separazione ultima modifica: 2016-06-08T17:03:38+00:00 da notaio



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    7 Commenti su “Trasferimento di immobili per divorzio e per separazione

    • peppe ha detto:

      Spettabile notaio, il tribunale ha accettato i nostri accordi e sono quindi obbligato a trasferire a mio figlio una quota del mio appartamento (il resto è della mia ex moglie).
      Il notaio dice che per fare questo atto di trasferimento dobbiamo chiedere un’altra autorizzazione al giudice in nome del minore: è proprio necessario, visto che il giudice ha già valutato i nostri accordi?
      E dobbiamo essere autorizzati entrambi ad intervenire per il minore, o solo mia moglie?
      Quanto costa questo ricorso?

      Grazie.

      • notaio ha detto:

        Si l’autorizzazione è necessaria in quanto deve essere rilasciata dal Giudice Tutelare (mentre i vostri accordi sono stati omologati con provvedimento emesso dal Tribunale). So che sembra strano ma si tratta di giudici con competenze diverse. Potete essere autorizzati sia entrambi che uno solo dei genitori.

    • patrizia ha detto:

      Salve Notaio vorrei un chiarimento. L’autorizzazione del giudice tutelare può essere richiesta prima della sentenza di separazione (consensuale) nel caso in cui quest’ultima preveda di trasferire immobile al minore oppure debbo necessariamente prima avere la sentenza e poi richiedere autorizzazione al giudice grazie

    • FilVale ha detto:

      Salve Notaio, vorrei chiederle un’informazione e spero che lei possa aiutarmi. Io sono un figlio a cui uno dei genitori, mio padre, divorziando, ha ceduto il 25 % della casa in cui abitavo. L’altro 25% lo ha ceduto a mia sorella minorenne (il restante 50 era ed è rimasto di mia madre). Nella sentenza di divorzio è specificato che l’immobile sarebbe dovuto passare a noi figli come impegno per mio padre. Questo immobile però è stato venduto a meno di un anno da quando ci è stato ceduto (per motivi che ci hanno costretto a farlo). La mia domanda è se io (maggiorenne) e mia sorella minorenne saremo costretti, allo scadere dell’anno dalla vendita della nostra casa, a pagare la multa dell’Agenzia Entrate per aver venduto la Prima Casa entro i 5 anni…
      La ringrazio tantissimo in anticipo

      • notaio ha detto:

        Se lei e sua sorella avete usufruito delle agevolazioni per la prima casa in sede di acquisto e poi avete ceduto l’immobile prima dei 5 anni, allora siete sicuramente soggetti ad accertamento fiscale per decadenza delle agevolazioni richieste. Potete evitare l’accertamento con il ravvedimento operoso che, però, va fatto tassativamente entro un anno dalla vendita.

        • FilVale ha detto:

          Temo quindi di dover andare a rivedere le condizioni alle quali mi è stato ceduto l’immobile, per capire se effettivamente si prospetta la situazione delle agevolazioni prima casa… Io la ringrazio tantissimo per la sua risposta e ancor di più per il suo aiuto disinteressato, che apprezzo davvero moltissimo.

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