• I Notai cattolici (AINC) sulle unioni civili e sulle adozioni

     

    unioni civili - aincI notai cattolici accolgono l’appello del Cardinal Bagnasco sulle unioni civili e sulle adozioni

    E’ il momento di far sentire la nostra voce perché la famiglia è il fulcro centrale della nostra società e bisogna evitare fughe in avanti che rischiano di mettere in discussione un istituto sul quale da sempre si fonda l’equilibrio del nostro paese. Sono necessarie regolamentazioni di situazioni come le unioni civili ma su alcuni aspetti della riforma, come le adozioni da parte delle coppie omosessuali occorre fare grande attenzione. La tutela di soggetti deboli come i bambini rappresenta anche per noi professionisti cattolici una questione prioritaria sulla quale non si possono fare mediazioni o accordi di basso profilo. Diventa invece urgente rilanciare le politiche per le famiglie, certamente più urgenti in questo momento. Accogliamo in tal senso l’appello lanciato dal cardinale Bagnasco affinché il Parlamento si occupi di questioni di maggiore e diffuso interesse per gli italiani.

    (Comunicato dell’Associazione Italiana Notai Cattolici del 18.1.2016 – AINC)

    unioni-civili

    notaio Massimo d’Ambrosio

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    I Notai cattolici (AINC) sulle unioni civili e sulle adozioni ultima modifica: 2016-01-18T22:20:08+00:00 da notaio



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    2 Commenti su “I Notai cattolici (AINC) sulle unioni civili e sulle adozioni

    • Massimo ha detto:

      Stim. Notaio, questo per me è il primo intervento e mi sento di farlo, avendo scoperto in questo suo blog un mezzo informale per colloquiare schiettamente con una persona colta e professionale, che però non rinuncia a mantenersi spiritosa e disponibile.

      Ho appena letto il comunicato dei Notai cattolici, comunicato blando, in considerazione della provenienza da associazione d’ispirazione confessionale.

      Tralasciando gli aspetti inerenti le coppie omo e quel che ne consegue, le chiedo la cortesia d’illustrarmi questa affermazione “Sono necessarie regolamentazioni di situazioni come le unioni civili”.
      Da cosa deriva questa necessità?

      A me pare che quella attuale sia la situazione più chiara, dove si hanno quattro possibilità:
      1) matrimonio civile (per i non credenti);
      2) matrimonio religioso (tipicamente per i nonni con ritorni di fiamma, scrupoli religiosi e desiderio di conservare le pensioni di reversibilità);
      3) matrimonio concordatario (per i più temerari, che non temono gli obblighi derivanti dal sottomettersi a due corpus normativi);
      4) convivenza more uxorio (per chi non volendo doveri, accetta di rinunciare ai diritti).

      Ebbene, ritengo che la creazione di questa nuova categoria, porti alla creazione della quinta fattispecie:
      5) i gaudenti (che godono cioè di diritti, senza accollarsi i corrispondenti doveri).

      Senza bisogno di giustificazioni morali, io laicamente sostengo che la creazione di questi nuovi corpi sociali, causerà una ulteriore riduzioni dei matrimoni e quindi porterà a maggior instabilità delle famiglie. Perché sarà ancor più evidente come sia opportuno scegliere la forma di convivenza che a minori doveri, fa corrispondere la massimizzazione dei diritti. Posto che i sistemi complessi, per reggere, debbono necessariamente trovare corrispondenza tra diritti e doveri, tra costi e ricavi, mi chiedo poi chi sarà a farsi carico di questi nuovi costi.

      La ringrazio per il tempo che mi dedicherà.
      M.B.

      • notaio ha detto:

        Grazie delle buone parole che mi gratificano! Non è questa la sede per entrare nei dettagli.. per una più articolata esposizione di come la vedo io puoi sentirti la mia relazione su: http://mioblog.notaiopescaradambrosio.it/diritti-donne-matrimonio-convivenza-unioni-civili/ (anche in video) e la brevissima intervista: https://www.youtube.com/watch?v=lx7XYpW1hSM . Detto ciò, concordo con ciò che dici. Nella nostra storia giuridica si è visto chiaramente: mano a mano che si esaltano ovunque i diritti personali e si gravano di doveri i matrimoni, i potenziali coniugi….. scappano, verso uno “status” più semplice. Ad esempio, non hai idea – e te lo dico perchè ho fatto anche il magistrato – come la assegnazione della casa del marito alla moglie, sempre e comunque, faccia scappare i futuri “mariti” e, conseguentemente, costringa le donne a proporre loro stesse al “fidanzato” una semplice convivenza. Detto ciò osservo che la legge con le “unioni civili” è prevalentemente orientata a creare una specie di scimmiottatura del matrimonio per le coppie omosessuali. Lo considero personalmente una baggianata tecnica, sia giuridicamente che sostanzialmente, che sarebbe stato molto meglio regolare diversamente, e credo che non avrà neppure tanto successo (vedi i fallimenti dei registri comunali), ma la “battaglia”, a mio avviso, non è stata condotta per raggiungere effettivamente dei diritti, che sarebbero stati meglio altrimenti raggiunti, ma per affermare il principio della parità tra etero e non.

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